Un labirinto di dolore e favola. Gino Covili in mostra

 

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Bologna, 29 nov.-  Trenta opere selezionate dagli eredi di Gino Covili fino a Franco Maria Ricci: è aperta il 26 novembre e resterà fino al 5 marzo 2017, al Labirinto della Masone di Parma, la mostra dedicata al pittore di Pavullo del Frignano, scomparso nel 2005. La mostra segue quella a cura di Vittorio Sgarbi.  Arte e follia (questo il titolo dell’esposizione), vedeva come protagonisti Antonio Ligabue e Pietro Ghizzardi.

Secondo il curatore della mostra Edoardo Pepino, intervenuto ai microfoni di Solaris, c’è un filo rosso che collega gli artisti dell’esposizione precedente a Gino Covili. “La linea consiste nell’esposizione dei grandi artisti della pianura padana, pittori spesso erroneamente considerati naif o troppo locali, ma che in realtà sono estremamente profondi” ha detto. “Ligabue era un folle autodidatta, Covili anche, comunque legato a ideali, al Partito Comunista, amante della sua terra che era l’appennino modenese”. E, appunto, la terra, il paese vissuto, osservato e rappresentato come contenitore di valori fondamentali: “Nell’intimo delle opere l’importanza viene data alla vita di paese per i concetti più alti, da perseguire per la società, l’unione, la bellezza di una vita semplice, l’importanza della fatica. In particolare in Covili questo viene trasportato su una realtà di favola”,  ha proseguito Pepino. Da qui il dittico di dolore e favola che ha illustrato il titolo.

Ecco l’intervista a Solaris:

 

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