“Un fiore per chi ci ha regalato la libertà”

Bologna, 14 ago. – Quest’anno i fiori sotto la lapide di Irma Bandiera sono freschi. Bologna stavolta non si è dimenticata della partigiana Mimma.

Lo scorso anno andò diversamente, e lo scrivemmo qui. In questi mesi Bologna ha rimediato e in più occasioni, nel Settantesimo della Liberazione, ha ricordato la figura della partigiana uccisa e abbandonata cadavere a pochi metri dalla casa dei propri genitori, il 14 agosto 1944. Lei, giovane di buona famiglia che scelse la lotta armata contro fascisti e nazisti, fu arrestata la sera del 7 agosto 1944 di ritorno da una missione a Castelmaggiore. La presero i fascisti della Tartarotti, la interrogarono per giorni: volevano sapere dove si nascondevano i partigiani della VII Brigata Gap. La torturarono per giorni senza riuscire a cavarle una sola informazione. Il 14 agosto la abbandonarono cadavere nella via che ora porta il suo nome. Aveva 29 anni, quando l’uccisero. Era nata l’8 aprile 1915 e quest’anno sarebbe stato il suo centesimo compleanno. Il Comune di Bologna, insieme all’Anpi e ad altre associazioni, l’ha celebrato con i dovuti onori.

E oggi, 71esimo anniversario della sua morte, Irma Bandiera è stata ricordata anche da chi non ha incarichi istituzionali. Sotto al sua lapide, infatti, sono spuntati alcuni mazzi di fiori freschi. Uno lo ha portato Chiara Di Stefano che descrive il suo gesto come un segno di gratitudine verso chi oltre settant’anni fa fece una scelta. “Fece la scelta giusta” anche se difficile e non scontata, una scelta “a cui non dobbiamo la nostra libertà”. Per questo Chiara, finito il lavoro, ha attraversato la città e ha portato un mazzo di fiori rossi in via Irma Bandiera. Anche questo un modo per “fare memoria”: “Bologna è piena di lapidi- dice Chiara- in molte delle strade che noi attraversiamo c’è una lapide che ricorda qualcuno morto per la nostra libertà”. “La cosa bella- dice Chiara- sarebbe se tutti noi che passiamo davanti ad una lapide sapessimo qualcosa di più sulla storia della persona lì ricordata”. Per questo è nata la pagina FacebookStrade di Resistenza“, per cercare di edificare dal basso una struttura solida di memoria della Resistenza servendosi di fondamenta fisiche: le tante lapidi e i monumenti dedicati alle partigiane e ai partigiani di cui sono disseminate le strade di Bologna. “Culturalmente una base l’abbiamo- dice Chiara Di Stefano-, ora bisogna solo andare sotto le lapidi e, simbolicamente, dare una spolverata”.

L’intervista a Chiara Di Stefano, ospite di Spiaggia Urbana

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