Ubertini prova a smorzare la protesta: “Tornelli senza valore politico, parliamo della zona universitaria”

ubertini rettore unibo alma mater
Bologna, 21 feb. – La biblioteca di italianistica di via Zamboni 36, occupata dai collettivi e sgomberata dalla polizia in tenuta anti sommossa il 9 febbraio, al momento rimarrà chiusa. “Non può riaprire per questioni di buon senso e di sicurezza, ci sono molti danni e dobbiamo ancora rimediare” . Lo ha annunciato in conferenza stampa il rettore dell’Università di Bologna Francesco Ubertini, al termine della riunione del Senato accademico.

Ubertini ha spiegato che solo nei prossimi giorni ci sarà una stima precisa dei danni e un’ipotesi sulla data di una riapertura. “Invito tutti ad abbassare i toni, a confrontarsi democraticamente e a isolare atti violenti”, ha detto il rettore che però, in prospettiva, ha sottolineato il suo dovere “di garantire la sicurezza di chi studia e di chi lavora in università”. Quando riaprirà, dunque, la biblioteca avrà ancora se non i tornelli quanto meno un sistema di sicurezza per filtrare gli accesi. “Ma non è questo un punto politico, i tornelli non hanno nessun valore simbolico, solo tecnico”, ha detto più volte il rettore che spera di riaprire il dialogo con tutti gli studenti “sulla vera questione, che è quella della nostra zona universitaria, il vero cuore dell’Alma Mater con tante contraddizioni, con tutto il disagio sociale che è emerso ma anche con le sue potenzialità e la sua bellezza”.

Ripartire dal dialogo con chi vorrà, tenere chiusa ancora per qualche tempo la biblioteca di via Zamboni 36, trovare nuove aule studio per offrire nel frattempo agli studenti nuovi luoghi dove trovarsi libri alla mano. E’ questa la strategia del rettore per superare il braccio di ferro con gli studenti anti-tornelli, ormai mobilitati da giorni e in presidio in rettorato. “Dobbiamo spostare l’attenzione dal tema del controllo degli accessi che è una questione tecnica e non politica. Dobbiamo cominciare a dibattere sulle questioni sottese a questo tema”.

      rettore tornelli

“Io – ha continuato il rettore – sono molto amareggiato per quello che è accaduto, mai avrei immaginato di trovarmi in una situazione simile ma in quel momento non c’era altra possibilità che avvertire la Questura, non potevo fare altrimenti”. Il rettore ha ricordato come quel giorno, dopo la rimozione dei tornelli del giorno precedente, la biblioteca era chiusa. “I fatti della sera precedente – ha detto – mi hanno spinto a chiudere la biblioteca. Persone incappucciate hanno forzato l’ingresso posteriore e sono entrate. Non c’era altra possibilità che chiamare la Questura, le abbiamo provate tutte per risolverlo in un’altra maniera, ma ogni tentativo di dialogo non è andato a buon fine. Quindi – ha risposto a una precisa domanda – lo rifarei“. Sulla scelta della questura di inviare la celere in biblioteca, invece, Ubertini non vuole commentare. “Non l’ho mai fatto e mai lo farò”.

      rettore ubertini intervento celere

“Tutti dobbiamo lavorare per una zona universitaria con biblioteche senza tornelli e controlli degli accessi, ma al momento queste condizioni non ci sono”, ha detto Ubertini.

tornelli via zamboni 36

Il fronte delle proteste. Gli studenti dell’Università di Bologna sono pronti a raccogliere l’invito al dialogo sulla zona universitaria nel suo complesso lanciato dal rettore Francesco Ubertini. Ma solo a condizione che la biblioteca di Discipline umanistiche di via Zamboni 36 “riapra senza tornelli”. Al termine della loro assemblea in Rettorato, ‘Quelli del 36‘ fanno sapere, nel corso di una breve conferenza stampa, che non intendono fare nessun passo indietro sul tema, perché “quella è una biblioteca con una storia particolare, di cui il rettore deve tenere conto”. Perciò, sintetizzano, “si facciano in tempi brevi tutte le riparazioni del caso e poi si riapra”. Quanto al dialogo sulla zona universitaria, che “ha sicuramente dei problemi”, gli studenti affermano di essere pronti a fare la loro parte. Anzi, aggiungono, “è da anni che chiediamo di poterci confrontare su questi temi”. Ben venga il dialogo, insomma, ma i tornelli devono sparire, anche perché, dice uno studente, “se, come sostiene Ubertini, si tratta di una misura ‘tecnica’, e visto che sono stati installati senza un confronto preventivo, non dovrebbe essere difficile fare un passo indietro”. E in ogni caso, è la stoccata al rettore, “il dialogo non si fa con i manganelli”. Questo per ribadire l’altra richiesta degli studenti, e cioè che “la Polizia venga allontanata dalla zona universitaria“. Qualsiasi altra iniziativa di protesta, chiosano i ragazzi, “sarà decisa domani sera in assemblea”, ma nonostante le piccole aperture mostrate oggi, l’avvertimento a Ubertini è esplicito: il rettore, concludono gli studenti, “non pensi di tirarla per le lunghe con la chiusura della biblioteca nella speranza che la protesta si sgonfi, perché la nostra mobilitazione non si fermerà finché il 36 non riaprirà senza tornelli”.

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