Turchia. Spinelli: “E’ una dittatura. Perché non dirlo?”

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Bologna, 16 gen. – Violazioni dei diritti umani, arresti di giornalisti e politici di opposizione, impossibilità per molti cittadini di abbandonare il paese, migliaia di epurazioni dopo il tentato golpe del luglio scorso, impossibilità di accesso al paese per gli osservatori internazionali: “Cosa sarà di questo paese?” Il paese in questione è la Turchia di Recep Tayyip Erdogan e a parlare è Barbara Spinelli, avvocata bolognese da sempre impegnata nella difesa dei diritti umani, respinta venerdì scorso alla frontiera turca per “persona non gradita”. “Ho subito un trattamento degradante” dice ai nostri microfoni, ospite di Oltre le mura. Spinelli ripercorre la sua brutta avventura: attesa ad Ankara per un convegno dedicato allo Stato di emergenze (proclamato in Turchia dopo il tentato golpe) e gli effetti sul sistema giudiziario, l’avvocata bolognese è stata fermata dalla polizia all’aeroporto di Istanbul. “Mi hanno tenuto chiusa in una stanza per tante ore. Volevano anche sequestrarmi il cellulare ma mi sono opposta. Mi hanno tolto la batteria del telefono per impedirmi di comunicare. Hanno sequestrato i telefonini anche alle altre donne rinchiuse con me per evitare che io comunicassi con l’esterno”. La sua unica colpa sarebbe quella di avere più volte documentato la violazione dei diritti umani da parte delle autorità turche. Violazione sistematica dei diritti dei migranti iniziata ormai da alcuni anni. A questa si unisce la legislazione di emergenza introdotta dopo il tentato golpe di metà luglio, che ha portato ad epurazioni di migliaia di persone dell’apparato statale.

“Ci sono dipendenti pubblici che hanno paura a dire come la pensano. La paura di essere epurati è tanta” dice Alberto Tetta, giornalista bolognese da più di dieci anni in Turchia.

Di seguito il podcast della trasmissione dedicata all’argomento, con le interviste a Barbara Spinelli e Alberto Tetta.

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