Turchia, libertà di stampa negata e guerra agli oppositori

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15 Dic. – Dopo il duplice attentato di sabato notte a Istanbul dove 44 persone sono morte e almeno 150 sono rimaste ferite, il governo turco ha risposto con arresti a tappeto. Con cinque blitz nelle maggiori città turche, il nucleo antiterrorismo della polizia ha arrestato 118 persone che con l’attentato, però, sembrano avere poco a che fare. Sono quasi tutti membri del partito filo-curdo Hdp, il Partito Democratico del Popolo, che alle elezioni del 2015 ha ottenuto 81 seggi in Parlamento. Dopo il tentativo di golpe del 15 luglio, la repressione in Turchia si è fatta sempre più dura. Gli arresti sommari non si sono fermati e a essere colpiti sono soprattutto gli esponenti dei partiti di opposizione al presidente Recep Tayyip Erdoğan, in particolare quelli filocurdi, giornalisti, magistrati e insegnanti. La corrispondenza di Alberto Tetta da Istanbul.

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