“Troveremo un’altra casa”. Dopo lo sgombero la Consultoria rilancia la mobilitazione

Dopo lo sgombero i locali di via Menarini sono stati murati

Bologna, 9 mar. La “decostruzione dei generi” continuerà. Lo sgombero della “Consultoria TransFemminista Queer” non ferma le occupanti che continueranno le loro attività in altri spazi. Già questa sera alle 21 al Centro delle donne è prevista un’assemblea per rilanciare il progetto. La Consultoria si muove in parallelo con Non una di meno, e per questo parteciperà anche alla stesura del piano femminista contro la violenza sulle donne prevista per aprile.

Dopo quattro giorni di occupazione le forze dell’ordine sono intervenute questa mattina. Intorno alle 7,30 è iniziato lo sgombero, all’interno della struttura erano presenti otto attiviste che hanno opposto una resistenza passiva sedendosi davanti all’entrata. Polizia e carabinieri hanno poi provveduto a murare la porta d’ingresso.

“C’è il bisogno diffuso di un luogo di riflessione e di elaborazione di pratiche di lotta autonoma femminista, transfemminista e queer” dice Babs, attivista della Consultoria. “Il nostro progetto – continua Babs – non finisce qui. Per noi questa esperienza di autogestione è stata un successo. Soggettività diverse continueranno, come hanno sempre fatto, a confrontarsi sulle questioni della salute intesa come benessere sociale”. La consultoria, definita dalle occupanti “uno spazio in cui occuparsi della salute delle persone partendo dal piacere e dal desiderio” era stata aperta domenica scorsa all’interno dell’ex archivio del tribunale di via Menarini, all’angolo con via Azzogardino. In tutto quasi 500 metri quadrati di proprietà pubblica e inutilizzati da tempo.  “Ora cercheremo un’altra casa – spiega Beatrice, attivista della Consultoria – Il progetto della Consultoria è un progetto nazionale, e quindi non ci fermeremo sicuramente qui”.

di Giulia Fini

 

 

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