Treni sauna. Trenitalia raddoppia la manutenzione

Bologna, 22 lug. – Raddoppiare le squadre addette alla manutenzione, aumentare i controlli sui sistemi di aria condizionata, distribuire acqua nelle stazioni. Queste alcune delle soluzioni messe in campo da Trenitalia per rispondere all’emergenza del caldo sui treni. In particolare il rischio riguarda i convogli in cui non è possibile abbassare i finestrini, che senza aria condizionata diventano delle vere saune, poco salutari per i viaggiatori, i vagoni surriscaldati diventano trappola infernale.

Un problema che, in base alle segnalazioni degli utenti, sta colpendo spesso i treni regionali in viaggio per la nostra regione e che lunedì scorso 20 luglio ha riguardato anche una Frecciabianca, in viaggio tra Milano e Lecce e bloccata alle porte di Bologna per due ore. La situazione più critica per i treni in cui non è possibile abbassare i finestrini, quindi i Vivalto e i “Piano ribassato”, soprattutto nel pomeriggio e alla sera.

E’ stato l’assessore ai trasporti della regione Emilia Romagna Raffaele Donini a chiedere a Trenitalia di risolvere il problema. Un summit “d’emergenza” che, oltre  a Trenitalia, ha visto la partecipazione anche di Tper e Fer. Alla fine l’assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti della Regione, Raffaele Donini, ha strappato una promessa: “il raddoppio delle unità che fanno manutenzione, con particolare attenzione ai treni dove non è possibile abbassare i finestrini” e poi “la temporanea sostituzione dei convogli non funzionanti con altri che funzionano, anche dell”altra impresa ferroviaria regionale, in un’ottica di consorzio”.
“L’attenzione resta altissima: la salute dei passeggeri deve venire prima di tutto”, afferma Donini in una nota. Certo, ammette l’assessore, “ci troviamo di fronte a un’ondata di caldo del tutto eccezionale, sia per intensità che per durata, ma è nostro dovere impegnarci in tutti i modi affinché chi viaggia possa farlo nel modo più confortevole possibile, senza rischi per la propria salute”.

Trenitalia, spiega Donini, “ha già affidato a una seconda ditta, che si aggiunge a quella normalmente operativa, la manutenzione di una parte dei mezzi per garantire da subito interventi più mirati”. Anche Tper ha comunicato nel corso della riunione di aver intensificato la manutenzione con il ricorso a ditte specializzate, che si aggiungono al personale tecnico già attivo.

In caso di stop prolungati ai treni, sia Trenitalia che Tper si sono attrezzati per garantire nelle principali stazioni la distribuzione di acqua ai passeggeri. La Regione, da parte sua, ha chiesto alle imprese di mettere in atto tutte le sinergie possibili, con eventuale interscambio di materiale rotabile, in un’ottica consortile, per evitare soppressioni. “E” innegabile che si tratta di problemi legati, in molti casi, a treni ormai datati. In attesa della fornitura dei nuovi convogli– conclude Donini – valuteremo tutte gli interventi possibili per migliorare la qualità del servizio ferroviario regionale”.

Per i pendolari però questi interventi sono tardivi e insufficienti. “Come dare un’aspirina ad un malato grave” commenta Renato Golini del Crufer (Comitato regionale utenti ferrovie Emilia Romagna). Per Golini la manutenzione va potenziata tutto l’anno, non solo nelle situazioni di emergenza. L’arrivo dei nuovi treni a seguito della nuova gara del ferro, calcola Golini, non arriveranno prima del 2018. Nel frattempo? “Trenitalia potrebbe anticipare qualche nuovo convoglio” propone il presidente del Crufer.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.