Tre Allegri Ragazzi Morti: “Inumani? Un lavoro sartoriale”

tarm02

11 apr. – La prima parte del tour di Inumani, il nuovo disco dei Tre Allegri Ragazzi Morti, sta per giungere alla sua conclusione: la band è stata in città venerdì scorso, all’Estragon. Qualche ora prima dell’inizio del concerto, abbiamo raggiunto al telefono Enrico Molteni, con cui abbiamo approfondito la genesi dell’album, che conclude una trilogia iniziata nel 2010 con Primitivi del futuro e proseguita nel 2012 con Nel giardino dei fantasmi. Paolo Baldini è ancora una volta il produttore del disco, che schiera, canzone dopo canzone, una serie di ospiti in vesti di autori e interpreti: nomi grossi. “L’album ha avuto bisogno di un lavoro molto lungo”, ha raccontato Enrico nell’intervista che potete ascoltare qua sotto. “‘E invece niente’, per esempio, è stata scritta completamente da Maria Antonietta, a cui avevamo chiesto se aveva voglia di scrivere una canzone per noi. Ci ha passato la sua registrazione per chitarra e voce, su cui abbiamo lavorato. Invece, con Vasco Brondi, è stato diverso: noi gli abbiamo mandato la musica e lui ci ha risposto con il testo e un’idea di melodia vocale. Con Jovanotti è andata in maniera ancora diversa: lui ha cantato con noi la canzone. Si è trattato di un lavoro sartoriale, realizzato su misura sulle canzoni del disco”.

Come stilisti, se vogliamo mantenere la metafora, i TARM sono sempre stati piuttosto liberi e la varietà di generi dell’ultimo disco, che va dalla cumbia al rock, al reggae, ne è la prova: “Siamo stilisti eclettici, ma con un ritmo serrato di produzione. Fare ciò che ci va di fare è sempre stata la nostra caratteristica”, ha aggiunto Molteni, “e penso che ormai… non cambieremo più”. Una predisposizione a sperimentare cose nuove, un’attitudine che si ispira non solo alla musica, ma anche alle letture: il titolo del nuovo album è un omaggio ai mondi di Jack Kirby, e si sa che il mezzo fumetto è nel DNA della band. “Noi siamo dei fumetti”, ha concluso il nostro ospite. “Nel disco non ci sono riferimenti specifici a libri, ma leggere è sempre utile per capire come funzionano le parole e come queste creano immagini: è sempre qualcosa di importante. Per esempio, io ora sto leggendo 2676 di Bolaño, che mi è stato consigliato da Jovanotti: mi piace e mi ci sono immerso più che volentieri.”

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.