Trasporto bimbi disabili. Nuovo pasticcio, il servizio non lo vuole nessuno

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Aggiornamento: Trasporto bimbi disabili. Il Comune rassicura: “Servizio e lavoratori non rischiano”

Bologna, 4 ago. – Un bando da subito contestato, un ricorso al tar, uno sciopero dei lavoratori, il ritiro dei vincitori e un non subentro da parte dei secondi classificati. E’ la storia della (non) assegnazione del servizio di trasporto dei bimbi disabili del Comune di Bologna. Dopo l’infinita vicenda del centro di accoglienza Rostom, arriva un nuovo pasticcio nel welfare bolognese. E così, a poche settimane dall’inizio della scuola, i genitori non sanno ancora se il trasporto per i loro bimbi sarà garantito, mentre i 34 lavoratori del servizio non sanno ancora se alla ripresa dell’attività scolastica, il 7 settembre, il loro stipendio sarà assicurato.

A riportare alla ribalta una situazione già complicata è stata una delibera dirigenziale firmata venerdì dalla dirigente del settore gare del Comune di Bologna Alessandra Biondi. Nella delibera si dà atto della rinuncia dei vincitori del bando, il consorzio di piccoli padroncini di Cosepuri, ma si prende anche atto “della impossibilità di aggiudicare [il servizio] al secondo classificato”, e cioè a Croce Azzurra, vecchio gestore del servizio con ancora a libro paga i 34 autisti-accompagnatori.  Una situazione che ora il Comune dovrà sbrogliare in fretta. Entro il 7 settembre, l’inizio delle lezioni.

Palazzo d’Accursio sulla vicenda aveva sempre tenuto un profilo basso, salvo ammettere poi un errore nella scrittura del bando di gara, un errore che sembrava aver reso possibile ai vincitori di Cosepuri di far da sé, senza assumere il vecchio personale. Per questioni tecniche Cosepuri si è poi dovuta ritirare, e la palla è passata ai secondi classificati. Salvezza per i 34 lavoratori? No, visto che Croce Azzurra, essendo passato il vincolo di 180 giorni previsto dalla legge, ha deciso di svincolarsi dalle condizioni di bando da sempre considerato problematico. Da qui la delibera dirigenziale che prende atto del sostanziale fallimento di un bando nato per risparmiare qualche migliaio di euro (su però una base di gara di 711 mila euro), e che ora sta creando non pochi grattacapi a Palazzo d’Accursio.

Spazio per il dialogo sempre però essercene ancora. Croce Azzurra  ha proposto a suo tempo al Comune di riprogettare assieme il servizio cambiandone alcuni aspetti, dalle questioni tecniche come la rendicontazione alla ridiscussione dell’accompagnamento dei bimbi. Il nodo resta la durata dell’assegnazione: due anni contro i cinque di ammortamento per i mezzi di trasporto. “Non è tirando sul costo orario che si garantisce un servizio”, dicono da Croce Azzurra facendo però presente che l’apertura al dialogo resta. “E al Comune stavamo per rispondere, l’avremmo fatto entro venerdì”, spiegano i dirigenti della cooperativa, presi in contropiede dalla delibera. Ma sulla determina dirigenziale si legge anche che l’azienda “ha dovuto provvedere a modificare la propria organizzazione di mezzi e personale in ragione della non aggiudicazione”. Il che tradotto significa che alcune pulmini adibiti al trasporto dei bimbi sono stati o venduti o messi in vendita

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