Trasporto bimbi disabili. Niente clausola sociale. Si avvicinano i licenziamenti

trasporto disabiliBologna, 27 apr. – “Nell’appalto in questione, poiché il nuovo soggetto gestore ha dichiarato fin da subito di non avere necessità di assumere nuovo personale, non ci sarebbero comunque state le condizioni necessarie per l’applicabilità dell’eventuale clausola sociale quale condizione di esecuzione del contratto”. E’ questo il cuore della lunga risposta che il Comune di Bologna ha dato oggi al consigliere Pd Francesco Errani, che alla giunta aveva chiesto informazioni sulla gara per l’assegnazione del servizio di trasporto  casa-scuola dei bimbi disabili.

Niente clausola sociale, dice l’assessore all’istruzione Marilena Pillati. Nessuna possibilità di assunzione automatica dei dipendenti del vecchio gestore Croce Azzurra da parte del consorzio vincitore della gara, Cosepuri. L’allarme licenziamenti sollevato dalla Cgil si fa ora più concreto. Il consorzio Cosepuri ha infatti da subito dichiarato di non volere né potere assumere nuovo personale, e così per gran parte dei 34 autisti-accompagnatori che negli ultimi 4 anni hanno prestato servizio per Croce Azzurra, la prospettiva potrebbe essere quella del licenziamento appena finirà l’anno scolastico, quindi già da metà giugno.

Nella risposta al consigliere Errani l’assessore Pillati spiega che le clausole sociali non possono essere “in contrasto con il diritto comunitario in materia di concorrenza, e quindi limitare la partecipazione delle imprese alla gara d’appalto”. L’applicazione legittima della clausola sociale, quella che imporrebbe al nuovo gestore di assumere il personale già impiegato nel servizio, “può essere legittimamente inserita solo compatibilmente con la organizzazione d’impresa” del nuovo gestore e solo se quest’ultimodebba acquisire nuova manodopera”. In quel caso “in via prioritaria” il gestore dovrà “prevedere l’assunzione del personale che operava alle dipendente dell’appaltatore uscente”. Eventualità che non si verificherebbe nel caso specifico, perché Cosepuri vuole gestire il servizio di trasporto dei bimbi con il proprio personale, al massimo assumendo una manciata di lavoratori di Croce Azzurra (“meno di 10 persone da impiegare solo come accompagnatori dei bimbi e non come autisti”, ha detto il presidente Onofri)  attraverso una terza azienda.

Il caso della gara sul trasporto dei bimbi disabili è intanto approdato anche in Regione. Il consigliere regionale di Sel Igor Taruffi ha presentato un’interrogazione in cui di domanda alla giunta Bonaccini  “quali iniziative intende intraprendere affinché nei bandi pubblici venga garantita la continuità di servizio e i livelli occupazionali”. Il 7 maggio in Comune si terrà invece l’udienza conoscitiva chiesta dai consiglieri comunali Errani e Pieralisi.

 

Il testo della risposta del Comune:

Oggetto: Risposta scritta domanda di attualità Q. Time 17.04.2015
Gentilissimo, la procedura di gara che ha ad oggetto l’affidamento del servizio di accompagnamento a scuola dei bambini disabili è stata avviata a novembre 2014, dopo una specifica autorizzazione deliberata dal Consiglio comunale nel maggio 2014. La configurazione di questo servizio, qualificato di accompagnamento e non di mero trasporto, si è venuta a delineare nel Comune di Bologna dopo un periodo di sperimentazione di 4 anni conseguente a una procedura di coprogettazione realizzata nel 2011. Una procedura che trovò allora le sue ragioni nella volontà di progettare un nuovo servizio, avvalendosi del contributo di soggetti del terzo settore. Il consolidamento del servizio, innovativo rispetto al passato e nel quale gli aspetti relazionali ed educativi si sono aggiunti e hanno qualificato l’uso del mezzo di trasporto, aspetto certamente centrale allo svolgimento del servizio, non giustificava più il ricorso a una procedura di coprogettazione non legittimabile se, come in questo caso, l’intenzione è quella di confermare il modello attuale di servizio.

Le caratteristiche del servizio messo a gara e descritte nel capitolato tecnico sono, come esplicitato nella delibera votata dal Consiglio Comunale il 26 maggio 2014, le medesime del servizio che si è consolidato a conclusione della procedura di coprogettazione del 2011. Dopo questa premessa, necessaria per inquadrare la procedura di gara nel contesto di riferimento del servizio interno all’Ente, sul tema della clausola sociale – oggetto di lunghi dibattiti e di giurisprudenza che soprattutto si è soffermata sulle condizioni di applicabilità nelle gare di appalto senza confliggere con i principi comunitari della concorrenza – va innanzitutto chiarito che alcuni mesi fa, più precisamente a gennaio 2015, il Comune di Bologna, da sempre sensibile al tema della tutela occupazionale, ha elaborato un proprio documento tecnico che ha l’intento di chiarire il contesto normativo delle clausole sociali, di illustrare le diverse tipologie, con i relativi perimetri e specificità, in ultima “ratio” di sensibilizzare tutti nell’Ente sul tema della tutela occupazionale nella successione dei contratti in esito alle gare. Il bando in oggetto, pubblicato nell’autunno 2014, è dunque precedente all’elaborazione del suddetto documento di orientamento, che è bene, comunque, richiamare nella parte che definisce le condizioni di applicabilità delle clausole sociali ivi illustrate.

Infatti, come esplicitamente richiamato nel documento, la clausola sociale inseribile nei bandi di gara e riferibile alle condizioni di esecuzione del contratto, poiché non può essere in contrasto con il diritto comunitario in materia di concorrenza e, quindi, limitare la partecipazione delle imprese alle gare d’appalto, può essere legittimamente inserita solo prevedendo che, qualora il nuovo soggetto gestore, compatibilmente con la propria organizzazione d’impresa, debba acquisire nuova manodopera, in via prioritaria deve prevedere l’assunzione del personale che operava alle dipendenze dell’appaltatore uscente. Questa è la formulazione che la stazione appaltante può legittimamente utilizzare e la sola che si sarebbe potuto utilizzare nella gara in oggetto, nella quale si è, invece, inserito il “tassativo e integrale rispetto delle norme e delle prescrizioni dei contratti collettivi nazionali di lavoro e, se esistenti, degli integrativi territoriali e/o aziendali…..”, facendo leva sul fatto che quasi tutti i contratti collettivi di lavoro applicabili nei settori dei servizi “labour intensive” contengono clausole sociali che impongono al gestore entrante nella successione degli appalti di assumere il personale del gestore uscente. E’ proprio in virtù dell’esistenza di clausole sociali/di salvaguardia inserite nei contratti collettivi di lavoro che è sempre stata garantita la riassunzione di tutto il personale nel caso di appalti in ambito socio-educativo e non il riferimento a clausole sociali inserite nei bandi di gara e riferibili alle condizioni di esecuzione del contratto, anche quando, prima dei più recenti orientamenti giurisprudenziali e della dottrina in materia di contratti pubblici, le clausole sociali erano considerate non rispettose della normativa comunitaria sulla concorrenza.

Solo le clausole riferibili ai contratti collettivi, infatti, impegnano il nuovo gestore ad assumere il personale dal soggetto gestore uscente, senza alcuna limitazione derivante dalle sue condizioni organizzative. Le stesse organizzazioni sindacali ne sono consapevoli e hanno più volte sottolineato, negli incontri che si sono svolti sul tema, la maggiore incisività delle clausole inserite nei contratti collettivi. Nell’appalto in questione, poiché il nuovo soggetto gestore ha dichiarato fin da subito di non avere necessità di assumere nuovo personale, non ci sarebbero comunque state le condizioni necessarie per l’applicabilità dell’eventuale clausola sociale quale condizione di esecuzione del contratto. Occorrerà, invece, verificare se è appellabile il più incisivo obbligo di assunzione del personale impiegato nel servizio derivante dai contratti collettivi nazionali o integrativi territoriali e aziendali di riferimento.

Concludo ricordando che recentemente, alla luce delle nuove direttive comunitarie in materia di appalti – che, è bene sottolineare, al momento non ha ancora prodotto modifiche al Codice degli appalti che resta il riferimento normativo a cui è necessario attenersi – e tenuto anche conto della discussione che si è sviluppata in sede di commissione consiliare proprio su questi temi e su come le procedure di gara possano al meglio implementare politiche per la qualità dei servizi, su cui la tutela dell’occupazione del personale già impiegato e caratterizzato da una elevata professionalità può avere un ruolo incisivo, è stato costituito un gruppo di progetto intersettoriale interno all’Ente per elaborare una proposta tecnica. La proposta sarà utile a rivedere il Protocollo sugli appalti, obiettivo prioritario, come dichiarato anche dal Sindaco recentemente”.

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