Trasporto bimbi disabili. I genitori al Comune: “Garanzie per i lavoratori a rischio”

trasporto disabili 2Bologna, 18 apr. – Nel servizio di accompagnamento dei bimbi disabili del Comune di Bologna deve o non deve applicarsi la clausola sociale? La risposta sarebbe dovuta arrivare venerdi, nella seduta di question time del Consiglio comunale. Invece la giunta ha deciso di non rispondere, nemmeno per iscritto, e di prendere tempo. In questi casi il regolamento concede all’amministrazione quattro giorni per elaborare una risposta. Non si tratta di un dettaglio tecnico. Legati all’applicazione della clausola sociale ci sono i 34 posti di lavoro degli accompagnatori di Croce Azzurra, la coop che dal 2011 ad oggi ha gestito l’accompagnamento dei bimbi disabili da casa a scuola, e che recentemente ha perso la gara di riassegnazione del servizio contro il consorzio di piccoli padroncini di Cosepuri.

Ora le due aziende si stanno “scontrando” sull’interpretazione del bando di gara, per Croce Azzurra la clausola sociale, quella che imporrebbe ai vincitori di assumere tutti i lavoratori applicando un contratto nazionale di categoria, c’è ed è da estendere a tutto il personale. Cosepuri la vede diversamente. “Lo ripetiamo dall’inizio di questa vicenda – ribadisce Gino Onofri, presidente del consorzio Cosepuri – noi non siamo una coop sociale, siamo un consorzio di padroncini, molti con ditta individuale, e quindi per noi quell’aspetto non può valere”. Per il momento il Comune, da tempo a conoscenza del problema, non si è espresso sull’argomento. Né Croce Azzurra, che l’ha richiesto espressamente, né Cosepuri sono riuscite ad incontrare l’assessore competente, Marilena Pillati, e l’unica riunione che si è tenuta a Palazzo d’Accursio è stata guidata da tecnici, non da politici.

Un’impasse che ha spinto la Cgil ha dichiarare lo stato di agitazione, primo passo per arrivare allo sciopero. Da due giorni i genitori dei bimbi interessati dal servizio hanno lanciato una petizione che ha raccolto 30 sottoscrizioni, un terzo dei potenziali firmatari. Nella petizione, indirizzata all’assessore alla scuola Pillati e alla direttrice del settore istruzione del Comune Pepe, si chiede “un impegno dell’amministrazione a tutelare il personale“, ritenuto “parte integrante della qualità del servizio”.

Aspettando comunicazioni da palazzo i contatti tra Cosepuri e Croce Azzurra sono in corso già da tempo, e le parti stanno cercando di raddrizzare almeno parzialmente la situazione. In campo ci sarebbe una soluzione in grado di garantire un posto di lavoro ad alcuni accompagnatori. “Meno di 10“, ripetono tutti, e non è nemmeno chiaro se i contratti sarebbero dei classici full-time o, come sembra più probabile, dei part-time di poche ore al giorno. Comunque si tratterebbe di una prima parziale apertura da parte di Cosepuri, che inizialmente aveva una posizione di chiusura totale. Ora, attraverso una cooperativa che con Cosepuri collabora da anni in diverse forme, ci sarebbe la possibilità di suddividere il servizio in due parti: accompagnamento e trasporto, con il secondo riservato agli autisti del consorzio vincitore. Ad occuparsi dell’accompagnamento potrebbe invece essere la coop Inventatempo di San Giovanni in Persiceto, che potrebbe così riassumere alcuni lavoratori Croce Azzurra. Ma tra gli stessi interessati ci sono perplessità visto che da anni la figura dell’autista non è distinta da quella dell’accompagnatore (cioè di chi sta fisicamente accanto al bimbo che ne ha bisogno). Anche con questa soluzione i licenziati potrebbero essere più di una ventina.

L’attuale servizio gestito da Croce Azzurra è il risultato di una coprogettazione lanciata nel 2011 dallo stesso Comune di Bologna, con un’anticipo di quattro anni rispetto al tanto lodato modello Brescia che abbina coprogettazione e ‘no’ alle gare al massimo ribasso. “Avevamo già la co- progettazione da anni in casa e ora rischiamo di sprecare tutto quello che abbiamo costruito, anche in termini di qualità”, commenta Francesco Errani, consigliere comunale del Pd che sta seguendo la vicenda e che ha chiesto all’amministrazione di aprire un tavolo “per tutelare i posti di lavoro e la qualità di un servizio pubblico così importante come quello del trasporto dei bimbi disabili”.

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