Trasporto bimbi disabili. Cosepuri: “Non siamo vampiri, abbiamo solo vinto una gara”

Bologna, 22 mag. – Lunedì arriva lo sciopero del trasporto bimbi disabili. Otto ore di protesta indette da Cgil e Cisl per dire ‘no’ ai licenziamenti in arrivo nel servizio recentemente rimesso a gara dal Comune di Bologna. A vincere è stato il consorzio Cosepuri, che da subito ha esplicitato la propria volontà di non volere assumere i lavoratori impegnati  nel trasporto casa-scuola dei bambini con handicap. La conseguenza è abbastanza scontata: o la coop uscente Croce Azzurra  troverà un nuovo lavoro per i 34 autisti, oppure non potrà garantire loro uno stipendio e dovrà lasciarli a casa. Per questo in un comunicato la Cgil ha puntato il dito contro Cosepuri, secondo il sindacato responsabile di non voler applicare la clausola sociale, e cioè quel meccanismo che imporrebbe la riassunzione automatica, da parte del vincitore di un bando di gara, di tutti i dipendenti della vecchia gestione.

“Siamo un consorzio formato da piccoli artigiani, profondamente diverso da una coop sociale – spiega Gino Onofri, presidente di Cosepuri -Per questo non possiamo assumere i lavoratori. Abbiamo partecipato ad una gara con delle condizioni scritte nero su bianco e abbiamo vinto. E’ per caso una colpa avere vinto una gara?”.

Onofri si dice “molto amareggiato”, respinge al mittente anche le accuse della Cgil e non ci sta ad essere dipinto “come un vampiro che vuole mandare sul lastrico le persone“. Il sindacato di Camusso ha infatti fatto notare in un comunicato che la clausola sociale potrebbe essere applicata anche in Cosepuri, perché il consorzio ha dipendenti a libro paga e quindi sarebbe tecnicamente in grado di assumere. “Abbiamo 50 dipendenti, ma a parte sette autisti sono tutte persone impegnate nella gestione amministrativa”. I dipendenti, quando ci sono, non sono di Cosepuri, ma dei vari associati, spesso proprietari di bus che viaggiano per l’Europa. “Capita che un padroncino abbia bisogno di un supporto perché quando si va all’estero non si può guidare più di un certo numero di ore e quindi serve il cambio. Ci teniamo a rispettare tutte le leggi, e infatti i sindacati con noi hanno sempre avuto ottimi rapporti”. Secondo Onofri l’assunzione dei 34 dipendenti di Croce Azzurra non potrà esserci per due ordini di motivi. Il primo, “e non è il più importante”, è economico. “La gara del Comune ci ha garantito 350 mila euro di budget, impossibile pensare di gestire un servizio così e assumere anche 34 persone. Noi al massimo ce ne metteremo 15 e non a tempo pieno”. Poi c’è una questione di principio. “C’è libertà di impresa o no? Dove sta scritto che una volta vinta la gara io debba impostare il servizio come vogliono altri? Sulla questione dei possibili licenziamenti, questione che tra l’altro non riguarda Cosepuri, noi non siamo né colpevoli né innocenti“.

Infine la frecciata. “Se tutte volte che c’è una gara poi deve finire in tragedia – conclude Onofri – allora forse è meglio non fare le gare. Decida il Comune”. Pochi giorni fa il consigliere Pd Francesco Errani ha parlato di un “errore” nella scrittura del bando per il trasporto dei bimbi disabili. Un bando che non ha previsto in maniera ferrea e inequivocabile la clausola sociale, e per questo Errani ha chiesto “un intervento politico per risolvere la questione e salvare i posti di lavoro”.

L’assessore Pillati, che ha competenza in materia, in una commissione comunale ha invece parlato di “situazione anomala” e, riporta Repubblica Bologna, nella stessa commissione ha commentato così la vicenda: “Siamo un soggetto pubblico, non possiamo decidere a chi affidare il servizio. Pensavamo che l’aggiudicatario garantisse le clausole sociali per contratto“.

 

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