Tra Merola e i magistrati scoppia la guerra

Bologna, 22 giu. – Le parole di Virginio Merola sulla magistratura dopo l’assoluzione di Vasco Errani all’appello-bis del processo Terremerse fanno arrabbiare l’Anm. Con una nota di fuoco la giunta distrettuale dell’associazione magistrati in Emilia-Romagna interviene per “ripristinare una prima verità storica” sul caso Errani. “Le indagini nei confronti della pubblica amministrazione bolognese sono iniziate quando a capo della locale Procura della Repubblica si trovava il dottor Alfonso, attuale procuratore generale presso la Corte d’Appello di Milano. Una guida alla Procura della Repubblica di Bologna non mancherà mai per la struttura gerarchica dell’Ufficio. Mai si sono registrati vuoti di potere all’interno della Procura e mai si registreranno”, assocurano i magistrati. In secondo luogo l’Anm dice di condividere il pensiero del sindaco quanto afferma “l’importanza di garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura”. Si tratta, infatti, “di concetti fondamentali in uno Stato democratico- prosegue la nota- in quanto scolpiscono l’indipendenza del potere giudiziario sia dal potere esecutivo sia dal potere politico in generale, ma che vengono contraddetti da affermazioni irrispettose di tale reciproca autonomia“. Proprio “per garantire l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge- sottolinea l’associazione nazionale magistrati- la Costituzione prevede l”obbligatorietà dell’azione penale e questa, nel caso in esame, è stata vagliata in più sedi e con esiti differenti in gradi di giudizio diversi, a riprova del fatto che le indagini non potevano non essere svolte e l’azione penale non essere esercitata”.
Ciò che si è verificato nel processo a Errani “corrisponde al fisiologico funzionamento di un sistema organizzato, a tutela dei cittadini, con più gradi di giudizio ed ancorato ad autonome valutazioni della prova”, sostiene l’Anm. Quanto infine alla responsabilità civile dei magistrati, tema che secondo le toghe “ritorna in voga ogniqualvolta la magistratura con le proprie indagini lambisce particolari interessi politici ed economici”, la giunta “richiama il primo cittadino di Bologna a riflettere sulla circostanza che i magistrati italiani sono chiamati a rispondere del corretto svolgimento del loro lavoro in più sedi (disciplinare, penale, amministrativa e civile) e che proprio la responsabilità civile dei magistrati è stato oggetto della recente legge 27.02.2015 n. 18, la quale ha introdotto meccanismi di risarcimento del danno tra i più severi in Europa”.

Cosa aveva detto Merola

A causa dell’inchiesta sull’ex governatore Vasco Errani l’Emilia-Romagna “è andata alle elezioni anticipate ed ha partecipato anche per questo solo il 37% dei cittadini. Vasco ha dimostrato pienamente di essere un uomo che ha servito con disciplina e onore. Non dirci queste cose è totalmente ipocrita”. Lo dichiara il sindaco di Bologna, Virginio Merola, all’indomani dell’assoluzione di Errani nel processo bis. Già ieri Merola aveva speso parole di un certo peso sul rapporto tra politica e magistratura, nonché sul nodo della responsabilità dei pm per il loro operato. Nel Pd locale, però, ci sono diversi esponenti che spesso hanno voluto dimostrare di essere molto vicini alle toghe. “Un conto è la stima verso i singoli magistrati, un conto è il tema più generale che ho posto- commenta Merola- che è un tema nazionale e non solo bolognese”. Ma il sindaco pensa di avere il partito dalla propria parte, su questo terreno? “Francamente non me ne sono mai occupato. Penso che nell’interesse delle città e del Paese questa questione vada affrontata, non in termini punitivi dei magistrati- afferma Merola- ma in termini di comprendere meglio la distinzione dei ruoli e le responsabilità specifiche”. Per Errani, intanto, sembra profilarsi un ruolo di governo o nel Pd nazionale. “Lo deciderà Errani”, si limita a dire Merola. O forse lo deciderà Renzi? “Sì, ma anche Errani”, ripete il sindaco.
Anche il consigliere comunale Claudio Mazzanti (Pd), anche lui qualche tempo fa coinvolto in un’inchiesta, interviene sul tema politica-pm: “Chiedete a me come la penso? Dopo tre anni e mezzo tutto archiviato, dopo che ci hanno stra-sputtanato?”. Insomma, è “ampiamente normale” quanto detto ieri dal sindaco insieme a “tutto quello che uscito” sul tema. Errani si èdimesso ma ora “nessuno gli restituirà il danno che gli hanno fatto. Succede. Avanti così”, aggiunge il democratico. Ma c’è un problema magistratura a Bologna? “Non mi pronuncio su questo, perché credo che chi non ha nulla da temere affronta le cose a viso aperto, senza problemi di sorta”, risponde Mazzanti.

(DIRE)

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.