The Walking Rat: Leo Ortolani sul suo ultimo lavoro

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Bologna, 10 nov. – Che a Leo Ortolani piacciano i fumetti e il cinema è cosa immediatamente chiara a chiunque.
Basta leggere il suo Rat Man, una dei pochi successi editoriali degli ultimi vent’anni. Spesso, già a partire dai titoli si intuisce quanto sopra. Ma è aprendo un numero qualsiasi del Topo che si viene investiti da una mole di rimandi, citazioni e parodie mai vista altrove. Ecco, appunto: parodie. Sono un must all’interno della produzione di questo autore toscano, e spiccano per il contenuto di ironia bonaria, ironia feroce, gag, sottotesti, metafore, grandi pillole di understatement e molto altro ancora. Se ricordate, fra le tante, le epiche Star rats e 299+1, sapete di cosa stiamo parlando.

Ultima per ora in ordine di tempo, The Walking Rat, parodia del fumetto di Robert Kirkman (poi serie televisiva) The walking dead. È da qui che Ortolani prende spunto per viaggiare in un mondo di non morti che a volte si travestono da vivi per stare insieme a questa razza di imbelli, o di vivi che si travestono da non morti per comandare sui morti appartenendo già i partenza a una razza di non vivi: i cosplayer. Già persi? Tranquilli, The walking rat è pur sempre l’ennesimo travestimento di Rat Man, qui sotto le spoglie dello zombi Topo Man. E se dietro ci fosse un principio di addio al personaggio
Di The walking rat, di Rat Man e di progetti futuri ci ha raccontato Leo Ortolani, prima della presentazione presso la libreria Feltrinelli di Bologna.

Tutto questo ovviamente all’interno di Solaris, condotto da Laura Marongiu.
Qui sotto potete ascoltare l’intervista condotta da Sergio Rotino.

Sergio Rotino

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