The Pains Of Being Pure At Heart, ultimo album? “Spero di di no, ma ora mia figlia è la priorità”

8 mar. – “Amo l’Italia, sono molto felice di essere tornato”, esordisce Kip Berman ai nostri microfoni, frontman e fondatore dei Pains Of Being Pure At Heart. I Pains sono oramai degli habitué dello stivale (“l’Hana-Bi è forse la mia venue preferita del mondo”, confessa Kip), e non hanno fatto eccezione anche per questo tour di presentazione del loro nuovo album The Echo of Pleasure, quarto LP della loro decennale carriera, uscito a settembre dello scorso anno per Painbow: prima di spettinare il Locomotiv col loro indiepop glassato di fuzz martedì sera, però, abbiamo avuto il piacere di ospitare al pomeriggio un memorabile live acustico nei nostri studi e scambiare qualche chiacchiera con Kip.

The Echo of Pleasure è il primo album che hai realizzato dopo la nascita di tua figlia.
Sì, è stato un momento molto interessante della mia vita. Stavo per diventare papà mentre lo registravo, c’era eccitazione e nervosismo nell’aria. Ho ascoltato moltissimo gli Echo & the Bunnymen in quel periodo, forse ho rubato loro l’Echo del titolo e magari anche un paio di tracce. A parte gli scherzi, c’era sì del nervosismo e dell’eccitazione in quel periodo – ma ripensando a quei giorni in realtà sono stati giorni molto felici.

Per questo tour la lineup della band sembra un po’ una selezione di “all star” dell’indiepop.
Alcuni membri sono con me sin dall’inizio, per esempio Christoph Hochheim ha suonato la chitarra sin dal primo album, mentre Jacob Danish Sloan si è unito a noi quattro anni fa circa. Quest’anno si è unita a noi Jess Rojas alla tastiera e ai cori; il batterista Chris Shackerman, che suona anche nei Literature, era con noi a inizio anno ed è stato fantastico, ma poi si è rotto il polso. Ora ne abbiamo uno nuovo, si chiama Brian Alvarez e suona in una band indiepop di New York che amo moltissimo, i Gingerlys. È molto bravo a suonare, ha imparato le nostre canzoni in un attimo. È divertente perché a sua volta Chris rimpiazzava il nostro primo batterista Anton Hochheim, anche lui fuori servizio a causa di un infortunio al polso. È pericoloso suonare con noi: ragazzi, non diventate i batteristi dei Pains of Being Pure at Heart! È troppo pericoloso.

Ci sono membri di Depreciation Guild, Dream Diary, Mercury Girls, Crescendo ed un sacco di piccole band indiepop nella formazione: ricordo, tra l’altro, il tour di qualche anno fa con i Fear of Men in cui Jess Weiss suonava anche le tastiere con voi.
Sì, sono un grande fan dei Fear of Men. Ho appena scritto a Jess su instagram, tra l’altro, perché canterà qualche brano con noi a Londra, fra qualche giorno. Il modo in cui li ho conosciuti e abbiamo fatto amicizia è incredibile: c’è un addetto stampa, a New York, che si chiama Kip, e mi hanno contattato per sbaglio pensando fossi lui. “L’avete mandata alla persona sbagliata”, ho detto loro. “Ma la musica mi piace tantissimo!”, aggiunsi, e quindi sono entrato in contatto con la band e abbiamo fatto un tour insieme nel 2014, abbiamo collaborato musicalmente insieme e siamo ancora amici. E dire che non ci sono molti Kip a New York!

Hai sempre amato portare con te in tour membri delle band che amavi e utilizzare i tuoi tour anche per diffondere la loro musica al di fuori delle piccole nicchie underground.
Ricordo quando ero un bambino, e i Nirvana divennero molto famosi. Non sto dicendo di essere al livello dei Nirvana, però Kurt Cobain utilizzava spesso l’attenzione che aveva concentrato su di se per celebrare altre band e cause che gli interessavano: in questo modo anch’io ho scoperto un sacco di musica di cui in seguito mi sono innamorato. Quando i Nirvana hanno suonato i Vaselines, o i Teenage Fanclub… quelle band sono davvero diventate importanti per me. Ed un ragazzino in periferia non avrebbe mai scoperto delle oscure band scozzesi underground, o i Beat Happening e cose di questo tipo altrimenti: ho sempre pensato che fosse molto figo come Kurt utilizzava la propria piattaforma. Spero di poter far conoscere alle persone musica migliore della mia!

Ieri sera alcuni amici a Milano mi hanno raccontato che hanno assistito ad uno dei vostri live più energici e convincenti da anni a questa parte.
Ci lusinga sapere questo, ma credo che molto di questo derivi dall’energia del pubblico e dal riscontro che abbiamo avuto a Milano, è stato incredibile e molto emozionante: sono in questa band da molti anni, quindi mi auguro che abbiamo imparato finalmente a suonare le nostre canzoni e che siamo più bravi di allora. Speriamo di non essere peggiorati! Alla fine suoniamo canzoni con quattro accordi, proviamo ad azzeccare l’ordine almeno…

Come è cambiata negli anni la vostra musica?
È una bella domanda: sono cambiate un sacco di cose, ma credo che le nostre canzoni siano sempre sulle stesse cose, ovvero sono immediate e puntano sull’emozione e la connessione. Cerco di fare cose non troppo complicate, in parte perché non riesco a suonare cose troppo complicate, e in parte perché la musica che amo di più è fatta in questo modo, va dritta al cuore. Credo che questo sia ancora ciò che fa la nostra band. Negli anni abbiamo aggiunto qualche synth, ma le canzoni sono rimaste le stesse.

I Pains Of Being Pure At Heart hanno appena spento dieci candeline. Ho letto in giro che stavi meditando sul ritirarti dalla vita pubblica da quando sei diventato padre, questo potrebbe essere il tuo ultimo album?
Non so rispondere a questa domanda in questo momento. La musica è sempre stata il più grande amore della mia vita, il più vero, fino al momento in cui sono diventato padre. Non riesco ad immaginarmi di smettere di fare musica, continuerò a scrivere e a suonare, ma non voglio nemmeno essere troppo assente. La vita in tour è difficile, e sebbene quest’anno il tour sia più clemente del solito, non voglio stare per troppo tempo lontano da casa, specialmente in questo momento in cui mia figlia è ancora così giovane. Niente di ciò che potrei mai raggiungere artisticamente o in musica significherebbe qualcosa se mia figlia pensasse che sono stato un cattivo padre. In più stare con lei è davvero divertente, è davvero grande: non è una responsabilità per me, è una gioia essere nella sua vita. Amo davvero stare con lei. Spero di riuscire a continuare a fare musica ma lei è la mia priorità in questo momento.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.