Test Dept.: “Dov’è la musica della cultura alternativa?”

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17 nov. – Sabato scorso il TPO ha ospitato una serata davvero unica: sono arrivati in via Casarini i Test Dept.: i precursori della musica industriale, tra le band più politicizzate del cosiddetto post-punk (“Eravamo punk anarco-socialisti”) sono stati in città per la presentazione di un libro, la proiezione di un documentario e, ovviamente, un concerto.Venerdì scorso abbiamo avuto come ospite Graham Cunnington, che a Maps ha raccontato come si è giunti a questo momento: più che una reunion (la band si è ufficialmente sciolta nel 1997), una celebrazione: “Negli ultimi 4 anni io e gli altri due membri originali Angus Farquhar e Paul Jamrozy abbiamo fatto ricerche nei nostri archivi per lavorare al libro. L’anno scorso siamo stati chiamati dall’AV Festival di Newcastle per creare un installazione con il film DS30“. Un documentario che racconta un momento importante nella carriera dei Test Dept., coinciso con lo storico sciopero dei minatori di metà anni ’80. La band raccolse fondi per la protesta tramite la pubblicazione di un disco (Shoulder to Shoulder, con il South Wales Striking Miners’ Choir) che è rimasto storico. “Lo sciopero dei minatori”, ha continuato Cunnington, “è stato un episiodio fondamentale del post-capitalismo thatcheriano. Ci è sembrato importante sottolineare questo momento, perché la gente dimentica la storia“.

E cosa c’è di meglio di un concerto per coronare il tutto? “Abbiamo pensato a una versione ridotta, redux, del nostro archivio musicale pensata per il live”: ed è la parte che ha concluso la serata di sabato, in cui il palco del TPO è stato invaso dalle percussioni, dai macchinari e dagli strumenti industriali che caratterizzano il suono della band sin dai primi concerti del 1981. “Ma noi non pensavamo di fare musica industriale, all’epoca, per quanto è chiaro che abbiamo influenzato gente come Throbbing Gristle e Cabaret Voltaire; semplicemente cercavamo di fare qualcosa di radicalmente diverso da quello che si sentiva, qualcosa che fosse giusto per i tempi. Il punk si era commercializzato, ma noi ne abbiamo ripreso lo spirito aggiungendovi l’impegno politico. Ci siamo sbarazzati delle chitarre e abbiamo costruito delle performance complete tramite azioni, musica, parole, manifesti”, ha raccontato Graham ai nostri microfoni, ricordando anche come le condizioni in cui i Test Dept. sono nati siano davvero irreplicabili. “Oggi non seguo moltissimo la musica, ma non penso si possano fare paragoni con i primi anni ’80: allora l’industrializzazione della società aveva creato delle possibilità, ma anche degli spazi fisici che erano vuoti e non aspettavano altro che essere occupati. Oggi ogni spazio è costoso, a Londra e in Europa, ed è tutto più difficile. Oggi manca la colonna sonora di un movimento culturale alternativo.”

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