Terremoto in Emilia. Bonaccini: “Ora vogliamo le zone franche”

Bologna, 19 mag. – Domani saranno trascorsi tre anni dalla prima scossa che sconvolse l’Emilia-Romagna. Per far ripartire l’economia nelle zone del sisma, il presidente regionale Stafano Boccaccini ha chiesto al Governo di creare zone franche urbane, cioè piccole aree infracomunali dove si concentrano programmi di defiscalizzazione. Per non pesare sulle casse comunali l’ulteriore domanda è la costituzione di un fondo di 50 milioni di euro.

Ad oggi sono state ricostruite il 60% delle abitazioni e delle imprese colpite dal sisma e il numero di persone che alloggiano nei Map (Moduli abitativi prefabbricati) sono la metà rispetto al 2012. Si tratta di 1288 persone che vivono in 410 Map. Questi i dati presentati in conferenza stampa dall’assessore alla ricostruzione post-sisma Palma Costi insieme al presidente Boccaccini.

 

Per gli interventi sono stati concessi 1 miliardo e 770.000 euro di contributi e, di questi, 800 milioni sono stati liquidati. Nel conto non rientrano le risorse per la ricostruzione di opere pubbliche e beni culturali, per i quali la stima dei danni si aggira intorno ai 1.705 milioni. Attualmente la Regione ha a disposizione 970 milioni e Boccaccini ha ricordato oggi la sua richiesta al Governo: “Abbiamo chiesto gli 800 milioni che ci mancano per finanziare tutti i progetti per gli edifici pubblici. Non vogliamo un euro in più, nè un euro in meno di quelli che ci spettano”.

Non sono solo queste le richieste inviate a Roma. La Regione, oltre alle zone franche urbane ha poi domandato il rimborso dei danni per le produzioni IGP, l’esenzione dal rispetto del patto di stabilità per i Comuni maggiormente colpiti e la proroga dello stato di emergenza al 2017. Obiettivo della Giunta, inoltre, è quello di ridurre la burocrazia, attraverso decreti di semplificazione per la presentazione delle domande, come conferma Bonaccini: “Abbiamo appena approvato un’ordinanza per la semplificazione delle procedure, ma è necessario non abbassare mai l’attenzione e controllare che sia sempre garantito il rispetto della legalità”.

 

Presente all’incontro di oggi anche l’assessore alle politiche di welfare Elisabetta Gualmini che ha presentato il progetto “A Rasuwa si torna a scuola”. La Regione ha stanziato 68.000 euro per sostenere Gvc e Asia nella campagna di raccolta fondi per il terremoto del Nepal del 25 aprile. Il bilancio è stato tragico: oltre 8.000 morti e la distruzione di quasi 600.000 abitazioni.  Il progetto è quello di costruire 19 scuole temporanee per 1520 tra bambini e ragazzi. “Vogliamo unire la solidarietà per le nostre comunità colpite dal terremoto – ha dichiarato Gualmini – a quella verso un Paese lontano, su cui si è abbattuta una tragedia dalle dimensioni immani”

di Martina Nasso

 

 

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