Terremerse. La procura chiede un anno per Vasco Errani

Bologna, 10 giu. – Nell’appello bis di ‘Terremerse’, in corso a Bologna, il Pg Nicola Proto ha chiesto la condanna ad anno per Vasco Errani, la stessa pena inflitta l’8 luglio 2014, per falso ideologico. L’accusa è di aver sostanzialmente ‘coperto’ la coop Terremerse di Bagnacavallo (Ravenna) quando era presieduta dal fratello, Giovanni Errani. Il giorno della condanna, arrivata dopo un’assoluzione in primo grado che fu impugnata dalla Procura, Errani diede le dimissioni da presidente della Regione Emilia-Romagna, da lui guidata per 15 anni. Il 17 luglio 2015 la Cassazione aveva annullato la sentenza, rinviando ad un nuovo appello con diverso collegio di giudici. La nuova corte, presieduta da Cecilia Calandra, ha già fatto sapere alle parti che, dopo le arringhe dei difensori, l’udienza si aggiorna al 21 giugno per repliche e camera di consiglio. La sentenza sará dunque pronunciata quel giorno, dopo i ballottaggi delle Comunali.

Condanne ad un anno e due mesi sono state chieste dal Pg anche per i coimputati di Errani, i dirigenti regionali Filomena Terzini e Valtiero Mazzotti, accusati anche di favoreggiamento. Dopo l’accusa prenderanno la parola i difensori: Errani è assistito dagli avvocati Alessandro Gamberini e Guido Calvi, Terzini da Vittorio Manes e Nicola Mazzacuva, Mazzotti da Maurizio Merlini. L’udienza si è svolta a porte aperte, nonostante il rito abbreviato, su richiesta delle difese degli imputati, confermata da Mazzotti, presente in aula.

Nel mirino dell’inchiesta che ha portato al processo ci sono la lettera e la relazione che Errani invió alla Procura per chiarire la correttezza dell’operato della Regione nella concessione nel 2006 di un finanziamento da un milione a Terremerse, per costruire una cantina a Imola. Il processo a Giovanni Errani si è concluso con l’assoluzione in appello per una parte delle accuse, e con il proscioglimento per prescrizione per altra parte: i giudici, rispetto ai falsi e ad una truffa contestata, erano entrati nel merito ritenendo sussistenti i reati, benché prescritti.

“In questa vicenda la golosità per la preda ha fatto dimenticare le regole della caccia”. L’ avvocato Alessandro Gamberini, difensore di Vasco Errani, ha concluso così la propria arringa, chiedendo ai giudici della terza sezione penale della Corte di Appello di Bologna il proscioglimento per l’ex presidente della Regione Emilia-Romagna, imputato per falso ideologico. “La Procura, oggi per mezzo del procuratore generale – ha detto Gamberini – insiste a chiedere la condanna, ma lo fa per coprire i deficit dell’indagine, che si è arrestata ad un certo punto, quando si è potuto individuare qualcosa da contestare anche al presidente Errani”. Secondo Gamberini, Errani agì in “assoluta buona fede”. “Non si capisce quale sia il protagonismo criminale: figuriamoci se poteva giovare prospettare alla Procura un falso smaccatamente dimostrabile. Quale interesse aveva?”, ha domandato il legale, riferendosi alla lettera e alla relazione finite sotto inchiesta, atti che Errani fece fare ai dirigenti regionali ed inviò alla Procura ad ottobre 2009 per spiegare, dopo un articolo uscito su ‘Il Giornale’ la correttezza dell’operato della Regione nel contributo concesso alla coop agricola Terremerse, all’epoca presieduta da Giovanni Errani, fratello dell’ex Governatore. Non c’è nessuna prova, per Gamberini, di una condotta istigatoria da parte dell’ex presidente. (ANSA).

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