Terra di Tutti Art Festival, cinema e arte si aprono al mondo

Lampedusa in Berlin foto

Fotogramma dal film “Lampedusa in Berlin” di M. Mondello (2015)

Bologna, 30 sett. –  Arriva il Terra di Tutti Art Festival, che si svolgerà da 7 all’11 ottobre in varie location di Bologna. L’iniziativa, già presente sul territorio da nove anni e promossa dalle ong di cooperazione internazionale allo sviluppo Gvc e Cospe, per questa stagione presenta delle novità ed integra nel proprio programma, oltre alle proiezioni, numerose altre forme d’espressione artistica, facendo del Terra di Tutti Film Festival un Art Festival. Verranno infatti presentati al pubblico 12 progetti appartenenti a diverse discipline artistiche (fumetto, musica, installazioni audio­video, teatro, danza, show­cooking), selezionati – grazie al bando Amitie – tra i quasi 60 che hanno partecipato al bando promosso da Gvc e dal Comune di Bologna. Tra i vincitori del bando Naufragi e Open Group che insieme hanno presentato un progetto che porta il Festival Porte Aperte e Radio Città del Capo all’interno del Terra di Tutti. Le dirette radiofoniche andranno in onda sulle nostre frequenze venerdì dalle 17 alle 19 e sabato dalle 15.30 alle 18. Il Festival in cui le strutture d’accoglienza di Bologna si raccontano propone un confronto sulle buone prassi e le prospettive dei servizi, attraverso seminari, performance, concerti, una piccola fiera all’interno del Lumiere e il Gioco dell’Oca Vita Migrante.

Le ben oltre 50 proiezioni in programma saranno presentate tra Cinema Lumière e Tpo, mentre convegni, seminari, workshop e performance saranno ospitati da Palazzo D’Accursio, Le Serre dei Giardini Margherita, MAMbo, Monte Sole, Villa Pallavicini e Unipol Auditorium. Tutte le proposte ed i progetti presentati riflettono sui temi cardine del festival, che vanno dalla tutela del diritto all’uguaglianza alla parità dei generi; dalla difesa della libertà alla cittadinanza attiva e alla coscienza ambientale.

L’obbiettivo di Terra di Tutti Art Festival, spiega Stefania Piccinelli direttrice artistica del festival per Gvc, è proporre uno sguardo problematico ma mai retorico su di una serie di questioni fondamentali della contemporaneità, il tutto attraverso medium artistici e culturali. “Il senso di una manifestazione come questa”, dice invece Jonathan Ferramola direttore artistico per Cospe, “è quello più vivo che mai di aprire degli spazi di visione, di riflessione e di dialogo su dei temi che sono quelli della cooperazione, della sovranità alimentare, delle emigrazioni, dei diritti e di tutto ciò che succede nel mondo di cui spesso i media più strutturati e mainstream […] non si occupano”. E conclude evidenziando il fatto che “oggi c’è una tanta voglia di racconto e di scoprire cosa succede nel mondo, e quindi adesso più che mai ha senso aprire le finestre del Terra di Tutti”.

Venerdì 2 ottobre alle ore 20.00 al Cinema Lumière (via Azzo Gardino 65, Bologna), si svolgerà la preview del Terra di Tutti con la proiezione in anteprima regionale e cittadina, del film-documentario “I sogni del lago salato” del regista Andrea Segre, organizzata in collaborazione con la Cineteca di Bologna. Con questo lavoro, Segre accompagna gli spettatori in un viaggio tra Italia e Kazakistan, attraverso gli interessi geo-politici che accomunano i due Paesi per una lettura che denuncia e svela dettagli economici importanti.

 

 

Ecco alcuni dei titoli di maggior richiamo tra le quasi 60 proiezioni selezionate dai due direttori artistici:

“Sì se puede. Sette giorni alla PAH di Barcellona” (Pau Faus – Spagna, 2014) che racconta la genesi del movimento di occupazioni di case fondato dall’attuale sindaca movimentista Ada Colau;

“Victory day” (Alina Rudnitskaya – Russia, 2014), una forte denuncia alle politiche omofobe e repressive del governo di Putin;

“Unhearted” (Jolynn Minnar – Sud Africa, 2014), un viaggio nelle comunità sudafricane che lottano contro il furto di acqua da parte delle multinazionali petrolifere;

“Trangenic war” ­(Paul Moreira – Francia, 2014), fresco vincitore dei Dig Awards di Riccione che documenta le conseguenze che coltivazioni OGM e pesticidi hanno sui campi agricoli e fra le popolazioni rurali che ci abitano attorno.

“The wanted 18″ (Amer Shomali, Paul Cowan – Palestina/Canada, 2014) una documentario animato palestinese, una storia di ordinaria resistenza ai sopprusi dell’esercito dell’esercito israeliano durante la prima intifada;

“Une histoire syrienne” (Samer Beyhum – Canada, 2014), la storia di Jessica, reporter sirio/canadese, che decide di rientrare in Siria per filmare gli orrori e le sofferenze subite dal popolo siriano sotto il regime.

 

Pietro Cortona

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