Telecom, i lavoratori dei call center: “L’azienda ci ricatta”

Lo sciopero dei lavoratori dei call center Telecom sotto la sede dell’azienda in via Pietro Meroncelli

Bologna, 30 giu. – C’è chi dice no. Sono i lavoratori dei call center interni di Telecom Italia che si sono trovati in molte città italiane per scioperare sotto le sedi dell’azienda contro il nuovo piano industriale. Lo sciopero è stato indetto da Slc Cgil, Snater e Cobas. Dai dati dei primi turni di lavoro di stamattina in Emilia-Romagna (gli ultimi iniziano alle 17) emerge un’adesione al 65%.

Il motivo principale della mobilitazione è che 9.000 lavoratori corrono il rischio di essere messi fuori del circuito Telecom. Il piano industriale, infatti, prevede la creazione di una nuova società per la gestione dei call center attualmente interni all’azienda. “Se da un lato Telecom aveva annunciato l’assunzione di 4.000 nuovi lavoratori con il Jobs Act, dall’altro – dicono gli scioperanti – ha richiesto ‘un sacrificio’ ai dipendenti dei call center interni”. Ma lo sciopero è stato indetto anche contro il controllo sul ‘lavoratore in cuffia’ per le sue sette ore e 34 minuti di attività giornaliera e lo spettro degli esuberi. Il piano industriale prevede, infatti, un controllo a distanza continuo sui singoli dipendenti. I lavoratori del comparto avevano già espresso a dicembre 2014 la loro contrarietà a sottoscrivere accordi che avrebbero incrementato i mezzi di controllo individuale, attraverso la registrazione costante delle telefonate.

sciopero telecom

“9000 lavoratori in tutta Italia, di cui circa 700 a Bologna sono sotto ricatto – ha detto Paolo Busi, lavoratore del 119 – l’azienda ha già fatto sapere che se non si arriverà a un accordo sulla societarizzazione, sarà applicato a 9000 lavoratori il contratto di solidarietà difensivo. Il nuovo piano industriale peserà tutto sulle spalle dei lavoratori perché non è prevista l’integrazione dello stipendio da parte dell’INPS e su uno stipendio medio di 1300 euro, si perderanno 350 euro. Si parla di 4.000 nuove assunzioni. ma i lavoratori già assunti rischiano di perdere i loro diritti e anche il lavoro”. Secondo gli scioperanti, infatti, il rischio è che l’azienda voglia procedere con migliaia di esuberi. “Telecom controlla un’altra società di caring esterna, la Telecontact center. A causa delle condizioni di pressione e produttività richieste, i lavoratori esterni non hanno il tempo per risolvere i problemi dei clienti ad “alto valore”. Questi sono aiutati da quelle stesse 9.000 persone che oggi rischiano di non essere più nelle condizioni di svolgere un lavoro di qualità e delle quali l’azienda potrebbe anche decidere di fare a meno. Infatti si creerebbero due società per lo stesso servizio. Con il rischio che l’azienda scelga di eliminarne una delle due”.

Per i lavoratori in sciopero si tratta di una battaglia per tutti gli impiegati nel settore, 120 mila solo per i call center delle compagnie telefoniche: “Finché noi abbiamo qualcosa da difendere, anche tutti gli altri lavoratori dei call center che hanno condizioni contrattuali peggiori delle nostre hanno qualcosa a cui aspirare. Se non sono le grandi aziende in Italia a difendere certi istituti, qualità e professionalità, non possiamo chiedere di farlo a una piccola azienda”.

SCIOPERO TELECOM

L’azienda ha accettato d’incontrare Fistel e Uilcom il 3 luglio. Il tavolo di trattativa sarà al Ministero dello Sviluppo Economico e si discuterà del futuro dei call center interni. “Unico punto all’ordine del giorno – ha continuato Busi – sarà il contratto di solidarietà. L’azienda ha già detto che non intende discutere su altre proposte”.

Nel 2013, Telecom aveva già beneficiato di un accordo sindacale che attraverso l’utilizzo di ammortizzatori sociali, ed un aumento di produttività a carico dei lavoratori, aveva permesso nel biennio di ottenere risparmi consistenti che, secondo i dati aziendali, sono stati ampiamente positivi. “Telecom è un’azienda in attivo – ha concluso Busi – e ora vorrebbe scaricare sui dipendenti le proprie difficoltà”.

di Martina Nasso

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