Tegu chiude un cerchio e passa in prima linea – Live a Maps

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31 gen. – Matteo Sideri, in arte Tegu, si mette in proprio. Dopo essersi fatto conoscere come uno dei migliori batteristi dell’indie nostrano, grazie alle collaborazioni con i Ronin, Maria Antonietta e il progetto di Above The Tree & The E-side insieme a Marco Bernacchia, esordisce con un disco totalmente solista: “Ho sempre suonato con tante persone, entrando e uscendo da molte situazioni”, racconta il musicista ai microfoni di Maps, in occasione del live il 27 gennaio all’Efesto House. “Mi sono sempre adattato a tutto: da mangiare un mese di carne insieme a Matteo Fiorino, per passare a cibarmi di soia con Maria Antonietta. Ma ho deciso di cambiare, di creare un qualcosa che fosse tutto mio, privo di chiunque altro”. Queste sono le basi di Per chiudere un cerchio, il disco di debutto uscito a fine dicembre per la Big Lake Records, dotato di sonorità coerenti con le nuove idee di Matteo, e quindi differenti rispetto al suo retroterra musicale:”È un album che si avvicina al cantautorato folk con incursioni punk rock anni ’90, con le doppie voci tipiche del genere. Se ci aggiungi il bagaglio jazz e soul ereditato da mia madre ti accorgi che non faccio altro che mettermi in gioco, come fossi un bambino”.

Per chiudere un cerchio racchiude in sé un intento ben preciso: “Volevo realizzare un disco privo di tutte quelle sovrastrutture che caratterizzano molti dei lavori odierni”, ci spiega Matteo. “Ci sono molte persone che suonano e credono in quello che fanno. Il problema è che non credono a sufficienza in se stessi da farlo così bene da evitare stratagemmi che distaccano dalla realtà. Grandi eventi e pubblicità sono una bella sovrastruttura, ma se le fondamenta non sono buone risultano inutili”. Partendo da quest’idea, Tegu intraprende la strada del divertimento, creando una propria dimensione e trasportando il suo mondo non solo nei testi e nelle sonorità, ma anche sulla grafica del disco“composta dai nomi delle persone che volevo ringraziare, come facevano i musicisti punk all’interno dei booklet. Fare la stessa cosa prevedeva un aumento dei costi, quindi ho deciso di scriverli sulla copertina“.

Qui sotto potete ascoltare l’intervista completa e ascoltare il live con le tracce “My Car vs. the Flood” e “All my girls“, oltre a “Dreams“, non presente nel disco e, forse, destinata ad un Ep che uscirà quest’estate.

Elena Usai

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