Tecnopolo. Pronto nel 2019, ma i privati ancora non ci sono

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Bologna, 19 mag. – Al via la Conferenza dei servizi per il Tecnopolo, il futuro centro di ricerca che dovrà sorgere nell’area dell’ex Manifattura Tabacchi, in via Stalingrado. In 100 giorni il progetto di restauro e ricostruzione degli architetti tedeschi dello studio Gmp sarà valutato e approvato, e infine trasformato (entro la primavera del 2016) in gare d’appalto. L’anno indicato per la fine dei lavori è il 2019, sei anni dopo il 2013 fissato nei primi annunci risalenti ormai al 2009. Ad essere già stati assegnati per ora sono solo 40 mila metri quadrati sui complessivi 100 mila. A mancare sono le imprese private che nelle intenzioni di Giancarlo Muzzarelli, assessore alle attività produttive della scorsa giunta regionale, avrebbero dovuto garantire quello scambio di informazioni, idee e risorse tra pubblico e privato in grado di dare nuovo impulso alla ricerca regionale. Con meno della metà degli spazi utilizzati, e per giunta solo enti pubblici, resta un’ipotesi concreta quella descritta nel 2013 dall’assessore all’urbanistica del Comune di Bologna,Patrizia Gabellini, che aveva parlato di “enormi padiglioni deserti”.

I lavori per il Tecnopolo saranno divisi in due parti: il primo stralcio di 40 mila metri quadrati sarà occupato, come già annunciato da tempo, da grandi istituzioni di ricerca pubbliche come l’Enea, gli Istituti Ortopedici Rizzoli, i laboratori dell’Università di Bologna e di Arpa. A cui si aggiungeranno uffici dedicati ad Aster, la società che coordina la Rete alta tecnologia dell’Emilia-Romagna, e Lepida, ente regionale che si occupa della banda larga e ultra larga. Per il primo stralcio i lavori termineranno all’inizio del 2019. Sessanta i milioni stanziati dalla Regione.

Diversa è la situazione per il secondo stralcio, 60 mila metri quadri da assegnare prevalentemente a soggetti privati. Per questi spazi la Regione pensa ad un project financing da 11 milioni di euro e ha affidato ad Aster il mandato di cercare imprese italiane e straniere disposte ad insediarsi a Bologna. Ci sono già state candidature? “E’ prematuro parlarne – dice l’assessore regionale alle attività produttive Palma Costi – L’Emilia-Romagna è però un territorio dinamico e capace di attrarre imprese”. Per il secondo stralcio non ci sono date definite, si parla di tempi “coerenti e compatibili”.

“Partire dando rilevanza alla ricerca pubblica, cioè a quella non subordinata al mercato, è fondamentale per le prospettive stesse della ricerca industriale”, commenta il sindaco di Bologna Virginio Merola. Un deciso cambio di prospettiva rispetto agli annunci degli anni scorsi, quando l’accento era tutto sugli effetti virtuosi dell’incontro tra enti di ricerca pubblici e imprese private. Che al momento però non ci sono.

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