Suz: “Non ho paura della parola pop”. Lacework live

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13 ott. – Si chiama Lacework il nuovo disco di Susanna La Polla, in arte Suz. Un disco che a che fare con le relazioni, “sia sentimentali, d’amicizia o di sangue”, ha detto la musicista ospite di Maps la scorsa settimana. “Il cuore che è in copertina è un oggetto trovato in una chiesa che mi è stato regalato da mia madre: è quello della mater dolorosa, ma non ha nulla a che fare con la simbologia cristiana. Ce l’ho sotto gli occhi da quando sono nata e mi piaceva l’idea di renderlo immortale sulla copertina di un disco.” L’album, che è uscito venerdì per Irma Records, ci era stato presentato in parte e con un arrangiamento diverso in occasione del live di Suz ad Artrockmuseum, ma non scordatevi del tutto i suoni jazz dello showcase di questa primavera. “In teoria abbiamo l’idea di riarrangiare questi pezzi con il cosiddetto Suz Quintet, di impronta decisamente jazz, per farne un disco nuovo”, ha ipotizzato la nostra ospite.

In Lacework c’è ogni tanto un pianoforte, sul quale sono nati molti pezzi che poi hanno visto una forma precisa grazie al lavoro fatto con Ezra Capogna alle macchine. Ed è per questo che, sia a RCdC che sabato scorso al roBOt, Suz si è accompagnata con Paolo Iocca, musicista electro meglio noto con il nome d’arte di Spire. Insomma, è un disco di elettronica? “Per comodità lo si può chiamare trip-hop, ma non ho paura di parlare di pop e basta: in ogni caso non abbiamo voglia di essere classificabili”, ha concluso Suz. Godetevi due pezzi in versione live, intanto: li trovate qua sotto insieme all’intervista.

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