Sul matrimonio egualitario la base Pd è più avanti dei vertici

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Bologna, 2 set. – Sembrano non avere dubbi i volontari della Festa dell’Unità di Bologna: le persone omosessuali devono potersi sposare, esattamente come gli eterosessuali. “Devono avere gli stessi diritti” dice una signora sui settant’anni impegnata alla cassa della pasticceria. “Matrimonio vuol dire: unione di persone che hanno deciso di stare insieme e condividere la sorte. Quindi per me è matrimonio” dice un sessantenne barista che ammette: “non conosco nel dettaglio cosa si sta preparando per le unioni civili, però dovrebbero essere esattamente la stessa cosa: quindi la reversibilità della pensione, e anche la possibilità di adottare bambini“.

Intorno alle 19, tra gli stand del Parco Nord, le volontarie e i volontari iniziano il loro turno di lavoro. Qualcuno, soprattutto nello stand delle crescentine e delle piadine, è già nel pieno del lavoro. Ma non si sottrae alla domanda: “Tra unioni civili e matrimonio? Matrimonio”. Anche all’ingresso del ristorante Porcino Malefico non vi sono dubbi: “Matrimonio” rispondono due uomini, uno sull’ottantina e uno sulla sessantina. “Sono però contrario alle adozioni” precisa il sessantenne.

“Io sono molto deluso dal mio partito- dice un ventenne omosessuale-. Non chiedo molto, solo il diritto di poter scegliere di fare quello che hanno fatto i miei fratelli. Perché io non posso scegliere di sposarmi?”

Alle 21, nella sala dibattiti centrale, è previsto un incontro intitolato “legge Cirinnà alla prima meta, verso le unioni civili”. Sul palco, oltre alla responsabile diritti civili della federazione bolognese, Luisa Guidone, trovano posto i parlamentari democratici Sergio Lo Giudice, Walter Verini e Marilena Fabbri. Con loro anche Vincenzo Branà, presidente del circolo Arcigay il Cassero. In platea solo poche decine di persone. Nonostante le proteste del mondo lgbt che ritiene il ddl Cirinnà una mediazione al ribasso, la linea del Pd è di difesa a spada tratta. “Portiamo a casa le unioni civili. E’ un primo passo nella strada verso il matrimonio egualitario” dicono quasi all’unisono i deputati Pd. “La Cirinnà formalizzerà una discriminazione- incalza Branà-: gli eterosessuali possono sposarsi; gli omosessuali al massimo possono unirsi civilmente”. Anche Lo Giudice ammette che il ddl sulle unioni civili non sia “quello che avremmo voluto”: “Io ho presentato un disegno di legge per l’introduzione del matrimonio egualitario e ci tengo a sottolineare che la Cirinnà non è né una mediazione né una sintesi: è un’altra cosa”. In sostanza, le posizioni rimangono distanti: il Pd, per ragioni di tenuta del partito e per mancanza di numeri (“al Senato il matrimonio non passerebbe” sottolineano i deputati), difendono le unioni civili, il Cassero continua a ripetere che quella non è la soluzione e che si può, e si deve, ottenere il matrimonio, con tutti i diritti e i doveri annessi e connessi. “I tempi sono maturi” ripete più volte Branà: a giudicare dalle voci raccolte tra i volontari sembra difficile dargli torto.

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