Suicida a Ponte Ronca. Era sotto sfratto

Bologna, 23 giu. – Uno sfratto imminente e una serie di gravi problemi economici sarebbero all’origine del suicidio di una donna di 41 anni, separata e madre di due figli, trovata impiccata nella tarda serata di ieri a Ponte Ronca di Zola Predosa, nel bolognese. Alla famiglia era da qualche tempo stato staccato il gas, per morosità e per la prima settimana di luglio era in programma il terzo tentativo di sfratto.

A trovare il corpo, impiccato alla grata di una delle finestre di casa, è stato verso le 23 il nuovo compagno della donna, rientrando dopo un paio d’ore di assenza. La 41enne avrebbe compiuto il gesto dopo aver messo a letto i figli, una bambina di 11 anni e un maschio di 10, che al momento della scoperta dormivano in camera da letto. La donna non ha lasciato biglietti ma, secondo i carabinieri, non ci sarebbero dubbi sulle motivazioni di natura economica del suicidio.

Gli investigatori che hanno svolto gli accertamenti e sentito i familiari della vittima hanno definito ‘disastrosa’ la situazione finanziaria della famiglia. Da settimane, la donna era costretta a cucinare per sè e per i figli utilizzando solo un forno a microonde, dopo che le era stato staccato il gas. Ma anche altre bollette e l’affitto non venivano pagati da tempo. La 41enne, in passato dipendente di una ditta di pulizie, aveva perso il lavoro restando disoccupata e accumulando parecchi debiti. Nemmeno il convivente, un italiano sui 50 anni, ha un impiego fisso e riusciva a portare a casa solo pochi soldi facendo qualche lavoretto saltuario come manovale. I rapporti fra i due pare fossero tesi e in più occasioni i vicini avevano segnalato ai carabinieri litigi in famiglia, scatenati spesso dalle difficoltà economiche. Ieri sera l’uomo, rientrando dopo avere passato qualche ora in un bar, ha scoperto il cadavere della compagna e ha dato l’allarme al 118. Durante la notte è stato sentito a lungo dai carabinieri, che al termine degli accertamenti hanno escluso scenari diversi rispetto a quello del suicidio. A quanto si apprende, la 41enne non era in buoni rapporti nemmeno con l’ex marito e padre dei due bambini. Anche le famiglie di provenienza non sarebbero state in grado di fornire particolari aiuti alla famiglia, che era seguita dai servizi sociali del comune di Zola ed era in trattativa per ottenere, a breve, un altro alloggio.

(Ansa)

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