Sportelli Migranti: “Sui permessi per l’asilo la Questura viola la legge”

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Bologna, 27 mag. – Agli sportelli di accoglienza migranti è possibile ascoltare tante storie, tra le tante c’è anche quella di un ragazzo siriano che ha ottenuto lo status di rifugiato politico, che in Italia potrà stare almeno per i prossimi 5 anni, e che nonostante tutto non è riuscito a trovare casa. I 20 proprietari di casa che ha contattato per un affitto gli hanno detto di no per la sua provenienza, e così è costretto a stare in un dormitorio. Uno dei casi di discriminazione raccontati oggi in conferenza stampa, davanti alla sede della Questura, dai volontari dello sportello migranti Tpo e dell’associazione Ya Basta. “E non è nemmeno il caso peggiore perché almeno lui un permesso ce l’ha”, spiega un volontario.

Per gli attivisti l’ufficio immigrazione della Questura attua comportamenti “illegali”. Per l’avvio della richiesta di protezione internazionale non occorrono permessi particolari, o particolare documentazione, di certo non serve una dichiarazione d’alloggio eppure, da quanto si può leggere da un documento dell’Ufficio Immigrazione, la Questura di Bologna non applica le normative vigenti in fatto di richiesta d’asilo e per effettuarla pretende una dichiarazione d’ospitalità con copia del contratto d’affitto dell’abitazione ospitante. Sono circa 15 i casi riscontrati al momento di senza dimora che si vedono impossibilitati  a richiedere asilo politico per via di un mancato rispetto di normative europee se non addirittura Onu.

Lo hanno denunciato oggi, assieme a Ya Basta e allo sportello del Tpo,  il candidato di coalizione civica Gianmarco De Pieri e il deputato di Sinistra Italiana Giovanni Paglia, che sulla questione ha presentato un’interrogazione al ministro Alfano.

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“Nell’ultimo anno – si legge nell’interrogazione – la questura di Bologna avrebbe progressivamente irrigidito le modalità di accoglimento delle richieste e dei rinnovi di permesso di soggiorno per protezione internazionale, chiedendo in particolare la documentazione relativa alla disponibilità di un alloggio e in taluni casi rigettando la richiesta sulla sola base della sua mancanza; questa modalità di intervento, se confermata, sarebbe in evidente e palese contrasto con tutta la normativa primaria e secondaria vigente e violerebbe i diritti fondamentali dei richiedenti asilo”.

“Abbiamo potuto constatare che la Questura si sta comportando illegalmente, la pratica attuata è illegittima” spiega Neva Cocchi dello sportello migranti Associazione Ya Basta, “abbiamo provato a chiedere un incontro ma al momento non è ancora arrivata nessuna risposta”. E Prosegue “la pratica non disincentiva l’immigrazione, ma è un intervento che allarga il bacino di clandestini che invece dovrebbero essere rifugiati politici. Non è raro che ciò porti i richiedenti asilo a rimanere in una situazione di illegalità o a pagare anche 200 euro per avere dichiarazioni anche finte di ospitalità”.

Ora l’obiettivo degli attivisti degli sportelli sociali è di fare in modo che riescano a presentare una dichiarazione d’alloggio anche coloro che non ne abbiano uno ma sottolineano la richiesta che intanto non si ostacoli con prassi illegittime la base dell’accoglienza umanitaria.

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