Strage di Bologna. Grasso ricuce con la piazza: “Non mollate. La verità non va in prescrizione”

2 agosto 2015 - piero grassoBologna, 2 ago. – E’ toccato al presidente del senato Pietro Grasso riavvicinare le istituzioni alla piazza bolognese del 2 agosto e presentarsi di fronte ai familiari delle vittime per i 35 anni della bomba alla stazione, da lui definito l’evento “più tragico della storia delle stragi di civili del nostro paese”. Ottantacinque morti e duecento feriti che aspettano ancora verità e giustizia perché i mandanti del massacro non sono stati ancora trovati. “Una democrazia prospera solo se la fiducia è più forte della rassegnazione – ha detto Grasso dal palco – Bisogna continuare con forza a cercare la verità, con ogni mezzo e con la piena collaborazione delle istituzioni. Ne va della dignità degli innocenti uccisi, dei feriti, di chi oggi si batte per tenere viva la fiamma della memoria. Memoria che rischia altrimenti di rimanere soffocata dall’indifferenza e dal tempo. Non mollate, dobbiamo tutti assieme continuare“.

A parlare prima di lui in piazza Medaglie d’Oro, al termine di un corteo partecipato e aperto dallo strizione “Bologna non dimentica”, è stato il senatore e presidente dell’associazione dei familiari delle vittime del 2 agosto Paolo Bolognesi, che ha chiesto per l’ennesima volta al governo di mantenere le promesse. E’ così Grasso, a 35 anni dalla strage, ha cercato di dare ai familiari delle risposte, visto che in tutti questi anni poco e nulla si è mosso in tema di risarcimenti alle vittime, di introduzione del reato di depistaggio e delle desecretazione degli archivi dei ministeri, importante per arrivare ai mandanti. “Ho sollecitato la commissione giustizia a calendarizzare la discussione sulla proposta di legge del reato di depistaggio – ha detto Grasso –  con l’auspicio che su questi temi non si creino ancora divisioni o fratture. Finalmente il provvedimento ha iniziato il suo percorso in commissione”. “La verità non va mai in prescrizione – ha continuato il presidente del senato – lo Stato deve pretendere chiarezza al di là di qualsiasi interesse di parte. Le istituzioni devono continuare a cercare la verità e la giustizia. Questo è qualcosa che devono al Paese, non se ne può fare a meno. Lo devono ai familiari, alle vittime, alla storia di questo Paese”.

2 agosto 2015 - piazza medaglie doro

In piazza prima di Grasso gli interventi del sindaco di Bologna Virginio Merola, emozionatissimo e commosso – “ora i fatti”, ha chiesto al governo -, e dello stesso Bolognesi. Bolognesi ha ricordato le condanne per la strage di Brescia di 41 anni fa e ha parlato dell’esistenza “di apparati che continuano a operare per impedire il cambiamento in questo paese”. Non solo i depistatori della strage alla stazione di 35 anni, tra loro oltre a Licio Gelli il generale del Sismi Musumeci e il colonnello Belmonte, ma anche “persone il cui nome si sente e si legge ancora sui giornali”. Ad esempio quello di Massimo Carminati, già coinvolto nelle indagini sui depistaggi della strage del 2 agosto e finito agli arresti nell’indagine Mafia Capitale, “quel Carminati da sempre legato a Fioravanti”, uno degli esecutori materiali della strage di Bologna. “Tanti – ha aggiunto Bolognesi riferendosi a Mafia Capitale – sono i nomi di pregiudicati, ex appartenenti ai Nar, l’organizzazione terroristica capeggiata dagli esecutori materiali della strage di Bologna”.

Rappresentante inviato dal governo al consueto incontro in Comune tra autorità e parenti delle vittime è stato il sottosegretario alla presidenza del consiglio Claudio De Vincenti. De Vincenti ha preso di petto le richieste dell’associazione del 2 agosto, e la petizione che chiede al governo di mantenere le promesse. “Il percorso non è finito ma è in atto e lo vogliamo portare in fondo. Il governo è al fianco di tutti voi che ancora soffrite per quella tragedia e per dire che con Bologna non dimentica il paese intero”.Sul reato di depistaggio ha assicurato il sostegno del governo e l’impegno perché la legge sia approvata al senato, senza ritornare alla Camera. Sull’applicazione della “direttiva Renzi” sulla desecretazione degli atti, De Vincenti ha annunciato la convocazione di ministeri e dipartimenti “per applicare la direttiva, evitare che qualcosa resti segreto e definire criteri classificatori per aiutare la fruizione dei documenti”. Infine sui risarcimenti alle vittime delle stragi e di atti di terrorismo ha annunciato l’emanazione di una circolare Inps che dovrebbe “avviare concretamente le liquidazioni delle pensioni” di chi è rimasto invalido a vita. Ma la legge 206 del 2004 è ancora lontana dall’essere applicata interamente. “Convocherò una riunione dell’Inps per superare l’impasse”, promette il sottosegretario. “Speriamo sia la vota buona”, commenta Bolognesi. “Si devono muovere, ne hanno già dette troppe”, dice qualcuno tra i manifestanti.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.