Strage della stazione. Bonafede: “Ci giudicherete dagli atti, non dalle parole”

foto agenzia Dire

Bologna, 2 ago. – E’ il 2 agosto della svolta politica quello di quest’anno. Per la prima volta il Movimento 5 Stelle siede tra i banchi del governo. “Per 38 anni lo Stato si è dimostrato negligente. Ci giudicherete dagli atti concreti, non dalle parole”, dice in Comune il ministro della giustizia Alfonso Bonafede davanti ai familiari delle vittime che quest’anno applaudono mentre l’anno scorso voltarono le spalle al rappresentante del governo genitiloni, l’allora ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti. “Abbiamo sentito troppo promesse, è il momento di rispettare gli impegni e noi vi giudicheremo solo su questo”, tuona il presidente dell’associazione familiari vittime delle strage Paolo Bolognesi. Due le richieste dei familiari: i risarcimenti alle vittime, bloccati dalla burocrazia. E la desecretazioni dei documenti sulle stragi, che doveva essere operativa dal 2014 con la cosiddetta “direttiva Renzi”, ad oggi è rimasta lettera morta. Dalla piazza davanti alla stazione ha parlato anche il presidente della camera Roberto Fico. “Uno Stato che non cerca la verità fino in fondo non è il mio Stato”, ha detto Fico, ricordando in piazza anche il caso di Giulio Regeni e promettendo per settembre una riunione a Roma con i familiari del 2 agosto “per continuare a cercare la verità”.

La verità da cercare è quella sui mandanti. I familiari delle vittime lo ripetono da anni: settori deviati dello stato hanno coperto e supportato i neofascisti stragisti. Quella è la pista da seguire, spiega Bolognesi.”C’è un’indagine sui mandanti e un processo in pieno svolgimento a carico di Gilberto Cavallini. Ci aspettiamo molto. Ormai è stato dimostrato che le stragi di quegli anni sono tutte collegate”.

“E’ fondamentale, in primis nel ricordo e nel rispetto delle vittime, sapere realmente cosa sia accaduto il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia. “Solleciterò la desecretazione degli atti ad oggi ancora non resi disponibili”, ha detto. “Abbiamo le mani libere, porteremo soluzioni”, dice Massimo Bugani, stretto collaboratore di Di Maio. Nello specifico il governo ha annunciato il rinnovo dell’accordo triennale per la digitalizzazione degli atti dei processi e degli archivi (“coinvolgeremo i detenuti nell’attività”, dice Bonafede), una nuova ricerca dei documenti non ancora desecretati (“ho chiesto al mio ministero di provvedere e capire cosa manca”, dice il sottosegretario ai trasporti Dell’Orco), la riconvocazione del comitato sulle attività di versamento della documentazione sulle stragi (“avrà un nuovo piglio”) e dopo l’estate un tavolo che si terrà periodicamente a Bologna per monitorare i passi avanti su desecretazione e risarcimenti.

Nessun commento invece dalla sottosegretaria alla cultura Lucia Borgonzoni, bolognese e presente alla celebrazione. “Niente da aggiungere rispetto a quanto detto”, dice la rappresentante bolognese del secondo partito di governo.

In piazza, come tutti gli anni, il discorso del sindaco di Bologna. “Dal nuovo Governo, come da quelli precedenti- ha detto un commosso primo cittadino Virginio Merola – ci aspettiamo significativi e concreti passi in avanti nella ricerca della verità e della giustizia e di dimostrare con i fatti il rispetto degli impegni”.

Il messaggio di Mattarella. “I processi giudiziari sono giunti fino alle condanne degli esecutori, delineando la matrice neofascista dell’attentato. Le sentenze hanno anche individuato complicità e gravissimi depistaggi. Ancora restano zone d’ombra da illuminare. L’impegno e la dedizione di magistrati e servitori dello Stato hanno consentito di ottenere risultati che non esauriscono ma incoraggiano l’incalzante domanda di verità e giustizia”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio per l’anniversario della strage di Bologna.

C’è anche la polemica politica. Tra il Pd (quest’anno all’opposizione a Roma) e il Movimento 5 Stelle (al contrario all’opposizione a Bologna). La presidente del consiglio regionale Simonetta Saliera punta il dito contro il governo. “Ho sentito Bonafede – dice a caldo Salieri – gli do 3-6 mesi per fare tutto quel che ha detto. Certo, lui è un ministro, se volesse potrebbe cambiare le cose in 15 giorni”. Replica a distanza di Massimo Bugani. “Loro hanno governato per 12 anni, vuol dire che non hanno voluto far niente? Non entro in questo gioco”, dice Bugani per poi aggiungere, in riferimento ai risarcimenti bloccati per le vittime della strage: “Siamo al Governo da due mesi e sappiamo come sono e come sono stati lasciati i bilanci dello Stato, un disastro” e, aggiunge il pentastellato, nessuno vuol fare come l’ex ministro Graziano Delrio che, proprio a Bologna per il 2 agosto, fece promesse “senza avere a disposizione un euro per i familiari”.

 

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