Strage del Pilastro, 25 anni dopo. “Il ricordo non è inutile”

Bologna, 4 gen. – Questa mattina al Pilastro sono stati ricordati dalle autorità civili, militari e religiose Otello Stefanini, Mauro Mitilini e Andrea Moneta, i tre carabinieri ventenni uccisi dalla banda della Uno bianca mentre erano in servizio, la notte del 4 gennaio di 25 anni fa. I tre militari e tutte le altre vittime del gruppo criminale animato da poliziotti della questura di Bologna – 24 uccisi e un centinaio di feriti fra il 1987 e il 1994 – sono stati commemorati con una messa celebrata dall’arcivescovo Matteo Zuppi, che ha voluto rendere omaggio anche ai due cittadini senegalesi uccisi dalla banda dei fratelli Savi, Ndiaj Malik e Babou Chejkh. “Giustizia è stata fatta”, ha detto Zuppi, ma “il ricordo non è inutile”

Ancora una volta, i parenti delle vittime, fra cui la presidente dell’associazione, Rosanna Zecchi, chiedono che i componenti della banda restino in carcere, come hanno stabilito le sentenze giudiziarie. Stamattina al Pilastro sono arrivate anche la sorella del carabiniere Moneta e Annamaria Stefanini, la madre del carabiniere che guidava l’auto attaccata dalla banda dei Savi al Pilastro

Stamattina alcune centinaia di persone hanno partecipato alla commemorazione, che, dopo la messa nella chiesa di Santa Caterina, si è spostata poco distante, al cippo in via Casini sul luogo della strage.
Fra i presenti, anche persone che vivono o lavorano nella zona

“Auspico che la stazione dei carabinieri possa essere trasferita nel quartiere ed essere intitolata ai tre carabinieri uccisi al Pilastro”, ha detto il generale dell’arma Tullio Del Sette intervenendo durante la messa.

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