Strage 2 agosto. Ciavardini: “Io mi considero l’86esima vittima”

Bologna, 9 mag. – Corte d’assise del Tribunale di Bologna. Nell’aula 11, dove da settimane è in corso il processo per concorso nella strage alla stazione di Bologna nei confronti di Gilberto Cavallini, quest’oggi era atteso a testimoniare l’ex terrorista Nar Luigi Ciavardini. Già condannato in via definitiva come uno degli esecutori della strage, Ciavardini ha approfittato di una sospensione dall’udienza per “salutare” Anna Pizzirani, vicepresidente dell’associazione dei familiari delle vittime. Dopo un iniziale scambio di battute, di fronte alla dichiarazione di “innocenza completa” rivendicata dall’ex terrorista, Pizzirani gli ha immediatamente intimato di mettersi “nei panni delle 85 vittime e 26 feriti” suscitando la risposta secca di Ciavardini: “86, anche io mi reputo una vittima”. La discussione è avvenuta sotto gli occhi dei giornalisti e delle tante persone accorse per assistere all’udienza, ed è andata avanti finché Pizzirani non ha chiuso ricordando che lei quel 2 agosto 1980 perse il marito e da allora sua figlia, che “aveva 11 anni, ha avuto il carattere cambiato”. “Anche se mi fa piacere che mi abbia riconosciuto, faccio molta fatica a parlare con lei, quindi lei resti sulle sue posizioni, e io resto sulle mie” ha detto la vie presidente dei famigliari

      Luigi Ciavardini

 

“Tutti gli altri condannati per questo processo oggi stanno ancora pagando l’onta di questa offesa. Non togliamo nulla al nostro passato ma per questa strage non abbiamo nessun tipo di colpevolezza”, ha proseguito Ciavardini. Pizzirani ha successivamente spiegato che “lui si ritiene innocente perché nella sentenza di primo grado era stato assolto”, aggiungendo di essere rimasta basita di fronte all’affermazione dell’ex Nar ma di non averla considerata una provocazione.

      Anna Pizzirani

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