Spese pazze in Regione. Il pm chiede l’assoluzione per Richetti

Bologna 16 ott.- La pm Morena Plazzi ha chiesto l’assoluzione per il deputato Pd ed ex presidente dell’assemblea legislativa dell’Emilia Romagna Matteo Richetti nell’inchiesta per peculato sulle cosiddette spese pazze dei consiglieri regionali tra il 2010 e il 2011.
Richetti, che si era candidato e poi ritirato proprio per l’inchiesta che lo aveva coinvolto alle primarie che incoronarono Stefano Bonaccini, era accusato di peculato. La procura gli contestava 5.500 euro di spese.
Il deputato con la consigliera Anna Pariani e Marco Barbieri aveva chiesto il rito abbreviato mentre gli altri consiglieri del gruppo Pd hanno deciso per il giudizio normale.
Per Pariani e Barbieri la pm Plazzi ha invece chiesto una condanna ad un anno e quattro mesi.

Abbiamo chiesto a Richetti una reazione

Nell’udienza odierna, che è stata aggiornata al prossimo venerdì 23 ottobre, è spuntato un documento del 9 giugno 2010 firmato dall’allora capogruppo Pd in Regione Marco Monari, con le ‘linee guida’ su come i consiglieri avrebbero potuto spendere i fondi del gruppo assembleare. Non era finora agli atti e lo ha prodotto l’avv. Luca Moser, difensore dell’ex consigliere Marco Mazzotti, imputato per peculato insieme ad altri 15 democratici per i rimborsi chiesti tra 2010 e 2011. Il documento ha il senso di sostenere l’assenza del dolo, cioè la buona fede dei consiglieri nel farsi rimborsare le spese; e di dimostrare che il modo in cui lo facevano erano normato.

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