Spese pazze. Arrivano quattro assoluzioni, c’è anche Richetti

Bologna 13 nov. – Assoluzione per Matteo Richetti, deputato Pd accusato di peculato per i rimborsi chiesti da consigliere regionale in Emilia-Romagna tra il 2010 e il 2011. Il gup Letizio Magliaro ha assolto perchè il fatto non sussiste anche i consiglieri Pd Anna Pariani e Marco Barbieri, e l’ex capogruppo Fds Roberto Sconciaforni. Rinviati a giudizio altri 13 democratici che hanno optato per il rito ordinario.

Per Richetti la stessa Pm Morena Plazzi aveva chiesto l’assoluzione, nelle udienze precedenti. Per Barbieri, Pariani e Sconciaforni erano state invece chieste condanne. A processo il 17 dicembre andranno Marco Monari, capogruppo all’epoca, Marco Carini, Thomas Casadei, Gabriele Ferrari, Valdimiro Fiammenghi, Roberto Garbi, Mario Mazzotti, Roberto Montanari, Rita Moriconi, Giuseppe Pagani, Roberto Piva, Luciano Vecchi e l’europarlamentare Damiano Zoffoli. L’udienza preliminare riuniva gli ex appartenenti al gruppo Pd e Sconciaforni (che rispondeva anche di truffa), mentre per gli altri gruppi sono in corso o devono ancora cominciare udienze preliminari. L’unica che si è già conclusa, con un patteggiamento, tre rinvii a giudizio e un proscioglimento, riguardava la Lega Nord. Le richieste di processo della Procura avevano coinvolto in tutto, per la scorsa legislatura in Regione, 41 consiglieri di tutti i gruppi e un’impiegata.

“Questa mattina sono state ristabilite verità e giustizia per me, Marco Barbieri, Matteo Richetti e Roberto Sconciaforni: assolti perché il fatto non sussiste”. Così su facebook l’ex consigliera Pd dell’Emilia Romagna, già capogruppo a Viale Aldo Moro, Anna Pariani. “Sono certa – ha aggiunto Pariani – che si dimostrerà anche l’innocenza di chi non ha chiesto il rito abbreviato e ora dovrà andare a giudizio, perché io ho conosciuto al gruppo Pd e in regione solo persone oneste”. “Si è conclusa così la mia vicenda giudiziaria in merito alle spese dei gruppi regionali. Non nascondo che sono stati mesi difficili, ma alla fine sono emerse la correttezza e la trasparenza del mio lavoro”, è invece il commento dell’ex capogruppo Fds Roberto Sconciaforni

“Attendiamo di leggere le motivazioni e valuteremo a quel punto l’eventuale appello“. Lo dice il procuratore aggiunto di Bologna Valter Giovannini.

Richetti, all’epoca dei fatti contestati presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, inizialmente si propose come sfidante alle primarie per la presidenza della Regione contro l’attuale governatore Stefano Bonaccini, poi però si ritirò poche ore prima che emergesse la notizia del coinvolgimento di entrambi nell’indagine per peculato. I due si fecero sentire dai Pm di Bologna: la posizione di Bonaccini fu stralciata e successivamente archiviata dal Gip. A Richetti, invece, fu inviato un avviso di fine indagine e per lui fu poi chiesto il rinvio a giudizio.

 

Spese pazze in Regione. Il pm chiede l’assoluzione per Richetti

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