Spartiti a Maps: dalla banda Bellini alla crisi del PD

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2 mar. – Li conosciamo come Spartiti: parole recitate su musiche che superano la distinzione tra musica elettrica ed elettronica, ma quando Jukka Reverberi ha conosciuto Max Collini, nel 2003, ci sono state scintille, come Jukka ci ha raccontato: “Max ha rischiato: era l’epoca del primo concerto degli Offlaga Disco Pax e gli ho fatto notare come un nostro caro amico non venisse trattato bene in una delle loro canzoni” [ndr.: come gli appassionati ben sanno, in “Tono metallico standard” si parla di Luca Giovanardi dei Julie’s Haircut]. “Ma d’altro canto”, ha ribattuto Collini, “ho trattato benissimo Jukka nella nostra ‘Piccola Pietroburgo’: lo conoscevo come figlio di Jones, membro del comitato centrale del PCI, nonché segretario della sezione di Cavriago”. Da allora il rapporto tra i due è cresciuto, fino a confluire in un progetto comune, a un debutto (Austerità) a cui è seguito un ep, Servizio d’ordine, che viene presentato giovedì 9 marzo al Locomotiv Club.

Nel mezzo ci sono state collaborazioni estemporanee e ospitate di Reverberi in Bachelite degli Offlaga, ma galeotta fu una data estiva al Malkovich di Verona che ha visto le parole di Collini unite alle musiche di Jukka, il quale – sempre nella puntata di ieri di Maps – ci ha rivelato un altro passo importante per Spartiti: “Nel 2013 sono stato contattato dall’ARCI di Reggio Emilia per Collateral che ci ha dato una spinta per concretizzare la nostra collaborazione: quando poi abbiamo registrato un live nel 2014 abbiamo capito che c’era del materiale per una pubblicazione che all’inizio doveva essere una cassetta con i testi a parte, da leggere per conto proprio”, ci ha rivelato Jukka.

Musica e testi recitati: come evitare il rischio di ripetersi, sia rispetto al repertorio degli Offlaga che a quello, per esempio, dei Massimo Volume? “Da subito ci siamo dati la regola di non percorrere sentieri già battuti, più semplici o più confortevoli. Io, per esempio, uso testi di altri e penso che Jukka faccia scelte molto definite: chiaro, c’è la mia voce narrante, ma è l’unica cosa che so fare”, ha concluso scherzando Collini, prima di cominciare la prima canzone delle due realizzate ieri dal vivo nei nostri studi, “Servizio d’Ordine”, tratta da un testo di Marco Philopat sulla Banda Bellini.

Non ci siamo trattenuti e abbiamo chiesto ai nostri ospiti un parere sulla situazione della sinistra italiana, al centro di molti brani firmati spartiti, compresa la tagliente “Sendero Luminoso”, anch’essa suonata dal vivo ieri a Maps: “Penso sia un disastro un po’ per tutti, anche per chi come me era militante attivo di uno dei partiti che sono andati a costituire il PD, combattendo una battaglia di minoranza contro questa scelta”, ha raccontato Jukka, non nascondendo la sua delusione per gli sfaldamenti recenti. “Non vedo il sol dell’avvenire all’orizzonte, al netto della simpatia o dell’antipatia per Renzi: e poi faccio fatica a prendere seriamente la cosa se ci sono D’Alema e Bersani dietro”, ha concluso Reverberi.

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