Solo fiori per Ustica

“Nel caso di Ustica ci sono anche – forse  -intrighi internazionali”dice Napolitano. Le parole del Capo dello Stato sono formalmente impeccabili, forse persino dovute. Rispetto l’opinione dei familiari delle vittime, ma ascoltandole ho provato un’emozione di frustrazione e di rabbia. Nessun conforto da quelle parole: rabbia.


Nell’affaire Ustica non siamo infatti di fronte a strategie di gruppi eversivi, ad un attentato terroristico, ma a operazioni coperte da parte di forze armate appartenenti a Stati sovrani. Sul basso Tirreno quella notte volavano caccia Statunitensi della Nato e caccia Francesi. E poi aerei civili e caccia Italiani

C’era un aereo passeggeri con a bordo il leader libico Gheddafi (che fece dietro front..), c’era – molto probabilmente – anche il Mig con insegne libiche  trovato venti giorni dopo quel 27 giugno 1980 schiantato sui monti della Sila. Ebbene: fare un generico riferimento a “intrighi internazionali”, da parte di un Capo di Stato  non è sufficiente. Sono dichiarazioni vaghe, gocce d’acqua che non placano alcuna sete, che si aggiungono a quanto detto due anni orsono da un altro Capo dello Stato, Francesco Cossiga.

Colui che era nel 1980  Presidente del Consiglio dei Ministri, dopo aver per anni  appoggiato la tesi della bomba a bordo (collegando l’abbattimento del DC9 alla Strage di Bologna), nel 2008 – bello come il sole – si è presentato ai microfoni di SKY affermando che l’aereo era stato abbattuto da un missile lanciato da un caccia francese.
Un missile “a risonanza” , specificò Cossiga citando fonti dei nostri servizi, “altrimenti del DC9 non sarebbe restato neanche un frammento. La tesi è che i francesi volevano abbattere l’aereo di Gheddafi, che si salvò perché il Sismi, col generale Santovito, appresa l’informazione, la girò a Gheddafi che era appena decollato e decise di tornare indietro”.

Ed è così che in grande leggerezza, come si fosse al bar, a 28 anni dai fatti un ex Capo di Stato butta li l’esca, senza peraltro aprire nessuno spiraglio di verità. Perché aldilà dell’ennesima apertura di uno spezzone d’inchiesta della magistratura italiana i francesi si sono ben guardati dal dare spiegazioni o rispondere alcunché.


Insomma che razza di paese siamo? Che popolo siamo? Non dovrebbe un paese a cui è stato abbattuto sul proprio territorio un aereo civile fare di tutto per accertarne le cause e le responsabilità? E questo comporta azioni politiche e diplomatiche dure e incalzanti, e non insabbiamenti e menzogne, o quando va bene richieste di rogatoria da parte di qualche giudice senza poteri internazionali.

Un Paese degno di questo nome costringerebbe i propri rappresentanti di Governo a dire ciò che sanno (subito, non trent’anni dopo) e a chiedere quel che non sanno ai leader dei Governi coinvolti, esigendo spiegazioni ufficiali per quanto avvenuto. Se poi fossimo anche un popolo di un Paese all’altezza di questo nome avremmo anche un’opinione pubblica enorme che si mobiliterebbe per chiedere alle opinioni pubbliche degli altri paesi un aiuto per sapere cosa accadde sui cieli di Ustica.

Perché il mistero di Ustica è il segreto di Pulcinella dei cieli: è assolutamente impossibile che un’azione di guerra sul Tirreno, peraltro avvenuta in periodo di guerra fredda,  possa esser sfuggita ad alcuno. Noi non sappiamo chi ha lanciato il missile e perché, ma sappiamo perfettamente chi sono coloro che hanno visto quello che è successo e conoscono sia la dinamica che le responsabilità: sono strutture militari riservate e servizi di sicurezza di almeno quattro nazioni: Stati Uniti, Francia, Libia e anche Italia. Senza aggiungere l’intelligence dell’ex Unione sovietica che pur non essendo coinvolta sicuramente un’idea di cosa sia accaduto quella notte se la sarà fatta..

Noi, tutti noi, sappiamo chi sa la verità su Ustica. E tace.


Nessuno parla, ma c’è chi sa tutto. C’è chi tace perché ha premuto il pulsante nel momento sbagliato colpendo l’aereo sbagliato, e il suo silenzio è abbastanza comprensibile. C’è poi chi ha visto ma tace perché non è stata una propria responsabilità diretta e non vuole magari dar fastidio a un alleato. Altri tacciono perché erano loro le “prede” ma hanno tante altre magagne e attentati da nascondere… Poi c’è chi tace perché era un semplice “spettatore interessato” e non ha certo l’abitudine di far opera di verità e trasparenza.

C’è poi infine il più spregevole: è colui che è talmente vile e conscio della propria pochezza umana, morale, politica e diplomatica che preferisce rimuovere tutto e far finta di non sapere per non dover chiedere spiegazioni a nessuno.

Paolo Soglia

Tag

Lascia un commento

Allowed HTML tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Get the Flash Plugin to listen to music.