SOAK: un’immagine vale più di mille parole?

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1 lug. – Ha 19 anni, ma con una certa calma ti dice che va in tour da quando ne ha 16. Appena maggiorenne è stata messa sotto contratto con la Rough Trade, ma solo sette anni fa la dodicenne Bridie Monds-Watson, meglio conosciuta con il nome di SOAK, ha preso in mano una chitarra per la prima volta. “L’avevano regalata a mio fratello: ha suonato un po’ di volte ‘Smoke on the Water’, si è stufato e me l’ha passata”. E così la giovanissima musicista di Derry, Irlanda del Nord, è arrivata all’esordio Before We Forgot How to Dream, presentato dal vivo a Bologna il 18 giugno scorso nell’ambito di Bolognetti Rocks.

“Verso i 14 anni ho cominciato anche a cantare mentre suonavo: nelle canzoni affrontavo indirettamente argomenti di cui non volevo parlare apertamente”, ci ha raccontato la nostra ospite che, oltre a chiacchierare con noi, ci ha anche regalato due brani dal vivo che, però, non abbiamo il permesso di pubblicare sul nostro sito (e che ovviamente non sono finiti in Live at Maps vol. 8. Tutto è accaduto prestissimo, compreso il successo che ha portato SOAK a calcare un palco del prestigiosissimo festival di Glastonbury anche quest’anno. Non le fa paura tutto questo successo? “Sono abituata a questa vita”, ha detto Bridie con una voce calma e timida, la stessa con la quale ha dichiarato che “scrive ciò che sente”, senza paura della commistione tra pubblico e privato. Poi, quando se n’è andata, ci ha lasciato il disegno con dedica che vedete sotto, e ci ha commosso un po’.

      SOAK - Intervista

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