Sisma in Emilia, cinque anni dopo 9 famiglie su 10 sono tornate a casa

 

Bologna, 18 mag.- A cinque anni dal sisma del maggio 2012 tutti i Map (moduli abitativi provvisori) sono stati chiusi, 9 famiglie su 10 sono potute rientrare nelle proprie case e sono state risistemate 417 scuole, mentre sono 118 invece le costruite nuove. I numeri sono contenuti nel report  L’Emilia dopo il sisma. Report su 5 anni di ricostruzione”, della Regione Emilia-Romagna, che è stato presentato oggi dal Presidente della Regione Stefano Bonaccini e dall’Assessore alla ricostruzione post sisma Palma Costi. Dati che saranno mostrati anche al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita il 29 maggio, giorno della ricorrenza della seconda scossa, a Mirandola e a Pieve di Cento.

“Un lavoro straordinario, di cui si inizia ad intravedere il traguardo finale – ha detto Bonaccini. – Tra pochi anni potremo parlare di ricostruzione esemplare, il cui riconoscimento credo vada anche agli uomini e alle donne di queste terre, che si è lamentata poco e ha lavorato molto per il bene comune. Questo è stato il secondo terremoto più dannoso dal punto di vista del volume dei danni dopo quello dell’Irpinia, con oltre 13 miliardi di euro di danni. C’è ancora da fare e dobbiamo accelerare sui beni culturali, storici e artistici, sui beni religiosi, sui centri storici e questo deve essere l’anno in cui chiudiamo la parte burocratica della Cispadana. Gli investimenti dovranno tenere insieme tutto ciò che ha a che fare con la prevenzione, fino ad oggi non praticata. Questo terremoto – ha concluso- ci consegnerà una terra più forte, più bella e più sicura di prima”.

Oggi, cinque anni dopo, sono oltre 14.700 le famiglie rientrate nelle loro case, quindi 9 su 10 delle oltre 16.500 rimaste fuori a causa del terremoto. Le restanti, che sono 2477, sono in affitto o risiedono in altri alloggi e tutte sono inserite in un percorso di rientro nelle proprie case. Nessuna vive più nei prefabbricati. I Map (moduli abitativi provvisori), che erano 757, sono stati tutti chiusi e il 95% è già anche stato smontato.

Quanto alla ricostruzione privata, quindi case, uffici, negozi e imprese, sono stati concessi contributi per 3,9 miliardi di euro. Sono 5.175 i cantieri completati, con il ripristino di oltre 12.300 abitazioni e 3.500 attività. È stata completata anche la fase di concessione dei contributi per le imprese. Sono oltre 3mila i decreti concessi per un totale di 1 miliardo e 748 milioni.

“Da oggi ci dedicheremo alle liquidazioni – ha spiegato Palma Costi. – E aiuteremo i professionisti nella presentazione delle domande attraverso l’apertura di due sportelli, uno a Mirandola, l’altro nel Ferrarese. Sono molti i soggetti che hanno prenotato ma non hanno ancora presentato domanda di liquidazione. Alla ricostruzione- ha concluso- hanno lavorato 13mila imprese e in 8 casi su 10 si tratta di aziende emiliano romagnole. L’economia di quell’area, in cui prima si produceva il 2% del Pil nazionale, non solo non si è mai fermata ma ha continuato a crescere tanto che oggi produce quasi il 2,8% del Pil nazionale”.

Il primo impegno però è stato il patrimonio scolastico. Dopo il terremoto erano 18mila i bambini che si sono ritrovati senza aula, ma che hanno potuto iniziare ugualmente l’anno scolastico in condizioni normali. Sono 417 le scuole ricostruite o risistemate, 118 invece quelle costruite nuove per un totale di 344,5 milioni di euro messi a disposizione dal Commissario.

L’ultimo anno ha visto invece un’accelerazione per quanto riguarda i centri storici, tanto che è partita la metà dei cantieri. È stata presentata domanda di contributi per 941 edifici, poi erogati in 538 casi. Allo scorso 30 marzo le pratiche depositate e relative a edifici compresi nelle Umi (unità minime di intervento edilizio) erano il 53% degli edifici totali ricompresi nelle Umi, mentre a marzo dell’anno scorso erano il 10%. Dalla Regione poi sono arrivati 18 milioni di euro a 24 Comuni per la realizzazione di 25 interventi di rigenerazione del tessuto urbano e del centro storico.

Ammontano poi a oltre 1 miliardo i fondi destinati a 1427 interventi tra quelli previsti dal programma delle opere pubbliche e dei beni culturali. Sono 125 i soggetti attuatori (Comuni, Diocesi, Acer, Asp, Ausl e Università) e di questi, 68 hanno la totale copertura finanziaria dei danni subiti. Il 60% dei progetti presentati relativi al patrimonio pubblico e ai beni storico artistici sono cantieri già avviati.

Ad affiancare la ricostruzione pubblica sono intervenute anche donazioni di cittadini, aziende e i proventi di eventi che hanno potuto finanziare 82 progetti per 33,5 milioni di euro, di cui 32 milioni arrivati da donazioni.

La stima complessiva del programma delle opere pubbliche e dei beni culturali comunque ammonta a 1,524 miliardi necessari alla realizzazione di 1870 interventi programmati

Di questa terra fatta di piccole e medie imprese, sconvolta dal terremoto ma pronta a tornare più bella e forte, Marco Cassini ne ha fatto un film. Il lungometraggio nasce da un’idea di Samuele Govoni e Stefano Muroni, si chiama “La notte non fa più paura” ed è stato realizzato con un budget raccolto con il crowfunding di appena 30 mila euro. È già stato proiettato in molti festival internazionali e il 20 maggio, in occasione del quinto anniversario del sisma, verrà trasmesso alle 23.20 da Sky Cinema Uno. 

Durante le riprese è stato realizzato anche un reportage fotografico che oggi è diventato un libro di 119 pagine edito da Pendragon e realizzato in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna.

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