Sisma Emilia. La gente torna a casa, ma serviranno anni per ricostruire

Bologna, 19 mag. – 8 famiglie su 10 assistite dopo il terremoto in Emilia sono tornate alla normalità, ma 35 comuni su 60 devono ancora completare la ricostruzione. 135 famiglie su 757 continuano a vivere nei prefabbricati, anche se su base volontaria, per evitare il doppio trasloco quando la loro casa sarà stata risistemata. A 4 anni dalla prima delle due scosse che ha colpito la nostra regione, ora l’Emilia-Romagna prova ad accelerare sulla sistemazione degli edifici pubblici diversi dalle scuole, per le quali si è investito da subito e prioritariamente, e sui centri storici. Ora si tratta di intervenire su edifici pubblici danneggiati per 1,664 miliardi di euro, per i quali il governo ha già stanziato 1 miliardo e 59 milioni e sono stati già previsti 875 interventi, spiega Palma Costi, assessore alle attività produttive con delega alla ricostruzione post sisma.

“Qui serviranno ancora alcuni anni, ma noi vogliamo che ce ne vogliano il meno possibile”, ha detto il presidente della Regione e commissario alla ricostruzione post sisma Stefano Bonaccini. “Per questo siamo molto determinati e vogliamo dare, adesso, un’ulteriore accelerazione“, ha aggiunto, senza dimenticare di ringraziare il suo predecessore Vasco Errani e il prefetto Franco Gabrielli “che hanno fatto un lavoro incredibile”.

Entro la prossima settimana Bonaccini si aspetta una risposta dal governo sull’ulteriore proroga richiesta sui mutui per le imprese dei territori colpiti dal sisma, dopo che è stata “garantita la continuità a 1.680 aziende, oltre a esenzioni fiscali per 1.770 micro-imprese nei centri storici grazie alle Zone franche urbane”.

Il 20 e il 29 maggio la Regione ha previsto una serie di iniziative per ricordare le date del terremoto. Si comincia domani pomeriggio con la consegna dell’orologio dell’Ottocento a Finale Emilia, restaurato a cura di Rolex.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.