Si Cobas. Aldo Milani a processo il 27 settembre. “A testa alta, sarà battaglia di verità”

Aldo Milani durante un picchetto

Bologna, 15 giu. – Niente rito abbreviato. Sceglie il rito ordinario Aldo Milani, leader storico del sindaco Si Cobas accusato di estorsione e ora costretto all’obbligo di dimora a Milano, suo comune di residenza. Milani, attraverso il suo avvocato Marina Prosperi, si è sempre detto estraneo ad ogni accusa e ha definito inconsistente il video, diffuso dalla procura di Modena, che dimostrebbe l’estorsione. Andrà in aula per il dibattimento il 27 settembre a Modena.

Secondo l’accusa Milani, insieme a Danilo Piccinini, mediatore tra i lavoratori e l’azienda Levoni di Modena, avrebbe preteso un pagamento in cambio del blocco delle proteste sindacali in relazione alla Alcar 1 di Castelnuovo Rangone, una delle aziende controllate da Levoni. Milani, inizialmente condotto in carcere, è stato scarcerato. A differenza di Piccinini, che come riferito da Marina Prosperi ha chiesto il rito abbreviato con conseguente possibile riduzione della pena di un terzo, Milani ha scelto il processo con rito ordinario. A difendere il sindacalista non solo Marina Prosperi ma anche l’avvocato Alessandro Gamberini, il legale che difesa l’ex presidente della Regione Vasco Errani nel processo Terremerse.

“Potevano arrestarlo per le sue lotte e i suoi picchetti ma avrebbero creato un martire – ragiona Simone Carpigiani, coordinatore dei Si Cobas a Bologna – invece è stato associato all’accusa più infamante che c’è per un sindacalista. Ma lui è innocente, e non fermeranno certo con un’accusa a lui le lotte dei Si Cobas”.

Milani, dicono i sindacalisti Si Cobas annunciando lo sciopero nazionale dei settori trasporti e logistica indetto per domani, ha idealmente affidato la sua verità al libro “Carne al macello“. Un volume scritto a più mani in cui si ricostruisce la carriera sindacale di Milani e le lotte dei Si Cobas. Nel libro si narrano alcune vertenze del sindacato e si punta il dito contro lo sfruttamento dei lavoratori del settore della logistica, ma non solo. Pagina dopo pagina vengono raccontati scioperi e picchetti, dai primi nel milanese fino agli ultimi in provincia di Modena nelle aziende del settore carni.

“C’e’ stata grande mediatizzazione da parte della Procura di Modena sul caso Milani”, dice Marina Prosperi. Il legale spiega che verranno ricostruiti i fatti che hanno portato Aldo Milani nei locali del gruppo Levoni. “Starà all’accusa dimostrare che oltre a quel filmato in cui si vede una persona, diversa da Aldo Milani, che prende quei soldi ci sono delle altre prove di colpevolezza nei confronti del mio assistito”. Una difesa non tanto tecnica ma “di verità”, la definisce Prosperi. “Ci presentiamo a testa alta. Diremo la verità come abbiamo fatto dall’inizio, tant’è che ora Aldo Milani e’ ‘libero’ con una misura (l’obbligo di dimora, ndr) mentre il co-imputato no”.

Prosperi, a sostegno dell’innocenza di Milani ha mostrato anche una lettera firmata da Enzo Solaro della Fedit, la federazione italiana trasportatori. In pratica la controparte dei Si Cobas in molte trattative. Solaro, che con la Fedit ha firmato accordi con i Si Cobas, nella lettera racconta della correttezza “formale e sostanziale” di Milani nelle trattative.

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