Sfratti. Il Comune di Anzola consiglia il rimpatrio, ma loro sono italiani

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Bologna, 25 giu. – La famiglia Haizoun, padre, madre e tre figli minorenni, da qualche giorno vive in macchina davanti al comune di Anzola dell’Emilia. “Di notte io e mia moglie dormiamo in macchina, mentre i miei figli stanno dagli zii e dagli amici” dice il padre Cherki. Fino all’11 giugno scorso, vivevano in una casa di proprietà dell’Asp di Bologna, in via Don Landi, ad Anzola. Il padre, 51 anni, faceva l’operaio metalmeccanico. Nel 2011 la fabbrica ha chiuso e nel luglio scorso è finita anche la mobilità: da quel momento la famiglia Haizoun ha smesso di pagare l’affitto. Da qui la decisione di Asp di chiedere lo sgombero.

Per alcuni giorni il Comune li ha ospitati, madre e figli, in un bed and breakfast della zona. Poi più nulla. Da questa mattina sono in presidio, insieme ad altre persone della comunità marocchina di Anzola, sotto il portico del Comune. Con loro anche gli attivisti di Idra e di Asia Usb.

Al signor Haizoun, il comune di Anzola, nella persona dell’assessore Antonio Giordano, ha proposto una soluzione: il pagamento del biglietto aereo per il rimpatrio della moglie e dei figli in Marocco. “Così potevano trascorrere le vacanze presso i parenti mentre qui si cercava una soluzione insieme al signor Haizoun” ha spiegato l’assessore. Il problema però è che la famiglia Haizoun ha la cittadinanza italiana: i bambini sono nati in Italia e vanno regolarmente a scuola. “Non hanno detto quando sarebbero tornati, se settembre o ottobre. Il ragazzo più grande ha gli esami di recupero a settembre” dice preoccupato il signor Haizoun.

Il giorno dello sgombero, lo scorso 11 giugno, anche altre due famiglie erano finite in strada: una coppia di anziani sembra abbia deciso di raggiungere i figli in Francia; una famiglia con figli piccoli, invece, ha deciso di accettare la soluzione proposta dal Comune: il padre è rimasto in Italia, mentre la moglie e i figli sono partiti alla volta del Marocco.

Il Comune, spiega sempre l’assessore Giordano, era ed è ancora disponibile ad attivare un percorso per la compartecipazione alle spese di affitto. A patto però che il signor Haizoun aderisca al “progetto accompagnamento al lavoro”. “Finora è stato disatteso” dice l’assessore Giordano che si impegna a fare il possibile per trovare una soluzione. Nel frattempo, però, l’amministrazione comunale si scaglia contro il collettivo Idra e Asia Usb (che da tempo segue le vicende degli Haizoun) colpevoli, secondo l’assessore Giordano e il vice sindaco Loris Marchesini, di aumentare il conflitto per ragioni politiche e di strumentalizzare la famiglia Haizoun.

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