“Servi del Pd”. Ruote squarciate e scritte intimidatorie sul furgone del Lazzaretto

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L’immagine pubblicata sulla pagina facebook del Lazzaretto

Bologna, 6 mar. – “Un atto intimidatorio che, se fa ridere sul piano politico, merita di essere denunciato per la metodologia di stampo marcatamente fascista con cui è stato attuato”. Sulla loro pagina facebook gli attivisti del Lazzaretto definiscono così, “atto intimidatorio di stampo fascista”, quanto successo tra sabato e domenica. Il furgone del centro sociale è stato imbrattato con una scritta in vernice rossa “Giorgio-Mimma servi* del Pd”. Il riferimento è a due volti noti del centro autogestito in via Fiorini, in questi giorni impegnato a sostenere la battaglia anti sfratto di Xm24 e la nuova occupazione della Consultoria TransFemminista.

Oltre alla scritta sono state squarciate le quattro ruote del furgone del Lazzaretto, che come tutte le notti viene parcheggiato accanto all’ingresso del centro sociale. “Se questo gesto fosse stato mosso da un intento solo politico – si legge sulla pagina facebook del Lazzaretto – chi lo ha compiuto ( soprattutto se gli autori vogliono apparire come compagni) si sarebbe potuto limitare alla scritta, ma l’aver forato tutte le ruote svela la natura intimidatoria di un gesto così imbecille. La metodologia non lascia adito ad alcun dubbio”.

“Un gesto fascista che ci costerà circa 600 euro. Chi pensa con idiozie del genere di creare divisioni è persona che merita poca considerazione e io – dice Giorgio Simbola, attivista del Lazzaretto preso di mira dal gesto intimidatorio – non posso certo discutere di cose serie partendo da un atto del genere che serio non è: né io né il Lazzaretto ci siamo mai sottratti al confronto ma quella frase non significa nulla, chi l’ha fatta è o un bulletto mafioso di periferia o un fascista”. “Il Lazzaretto – ricorda Simbola – ha deciso di non rinnovare la convenzione col Comune finché l’amministrazione non concederà il diritto di residenza ai 40 migranti con i quali condividiamo lo spazio. A tutti gli effetti, ad oggi, il Lazzaretto è occupato, e resteremo in occupazione finché non saranno concesse le residenze. E’ un tema serissimo: i migranti che escono dai percorsi di prima e seconda accoglienza spesso non riescono ad ottenere un domicilio, e questo ha generato un fiorente mercato nero. Per firmare un’attestato di domicilio in città c’è anche chi chiede ai migranti 500 euro. E il domicilio – conclude Simbola – è un requisito richiesto dalla Questura  per concedere il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi umanitari”.

Solidarietà dal sindacato Sgb. “Chiunque conosca l’impegno militante dei compagni del Lazzaretto sui temi sociali, quali l’immigrazione, il diritto alla casa , ad un lavoro e ad una vita dignitosa che, quotidianamente si scontra con le politiche del governo nazionale come di quello locale, sa bene che quella scritta è paradossale e totalmente ridicola – si legge in un comunicato del sindacato Sgb – Che questo atto vigliacco, sopraggiunga nella stessa giornata nella quale Giorgio e Mimma, insieme a molti altri, hanno contribuito ad animare i quartieri della città contro l’annunciato sgombero dell’ XM24, rende ancora più odioso il gesto di chi, muovendosi nell’ombra non può che essere considerato uno squadrista.A Mimma, a Giorgio, che è anche componente del direttivo regionale SGB, e a tutto il Lazzaretto autogestito, esprimiamo una incondizionata solidarietà e vogliamo affermare che saremo al loro fianco per contrastare la cultura fascista che è alla base del vigliacco gesto che li ha colpiti”.

 

 

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