Sequestrata l’Aula C

AulaC_stretto

Bologna, 11 mag – La Digos della Questura di Bologna ha dato esecuzione, su delega della Procura della Repubblica, al provvedimento del Tribunale del Riesame che ha disposto il sequestro preventivo dell’Aula C della Facoltà di Scienze Politiche dell’università. Lo scrive l’Ansa.

Non c’è legame tra il sequestro dell’Aula C e alcune polemiche recenti su presunti ritardi nell’esecuzione del provvedimento disposto dal tribunale del Riesame che l’8 aprile aveva accolto il ricorso della Procura, ha spiegato il procuratore aggiunto Valter Giovannini. “Nessuna correlazione. Le esecuzioni di provvedimenti di sequestro delicati hanno i loro tempi tecnici” ha dichiarato il pm all’Ansa.

La Digos si è presentata all’alba. Ha apposto i sigilli e un lucchetto. Nel fascicolo della Procura sulla ‘storica’ occupazione (pm Antonello Gustapane e Antonella Scandellari) ci sono 11 indagati per invasione di edifici.

“Le decisioni della magistratura si eseguono e tutti le devono rispettare” è il commento lapidario che arriva dall’Alma Mater.

AulaC_porta_sigilli

La presidente del quartiere Santo Stefano, Ilaria Giorgetti, applaude il sequestro dell”aula C alla Facoltà di Scienze politiche e invoca lo sgombero del collettivo Atlantide dal Cassero di porta S.Stefano. Frasi di soddisfazione sono arrivate da parte di Pd e Lega nord. “Era ora”, commenta la consigliera comunale Raffaella Santi Casali (Pd), a margine dei lavori di oggi. Il sequestro “mi sembra giusto, la legalità è la legalità”- aggiunge un altro consigliere dem, Tommaso Petrella. Anche per Maurizio Ghetti, sempre del Pd, le Forze dell’ordine “hanno fatto bene a sequestrare”, perché “quando si arriva agli estremi più estremi” non si può agire che cosi”. Per il Carroccio interviene Lucia Borgonzoni, commissario bolognese e capogruppo a Palazzo D’Accursio lamentandosi di fronte al fatto che si sia dovuto aspettare un provvedimento del Tribunal “per porre termine ad una situazione intollerabile, che ha prodotto enormi disagi sulla città”.

Intanto, agli occupanti dell”aula C arriva la solidarietà del collettivo Cua, che su Facebook parla di un’operazione condotta da “Procura e Alma Mater a braccetto per reprimere gli spazi autogestiti in Università”. Così, sostiene il collettivo, “si cerca di “cancellare un pezzo di storia, che per 20 anni ha portato creatività e autogestione nella Facoltà di Scienze politiche”.

Proprio questo pomeriggio, intorno alle 16, una decina di attivisti anarchici si è data appuntamento nel cortile di Scienze politiche per un presidio di protesta.

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