Se il sottosegretario tifa inquinamento

Bologna 31 lug.- Claudio De Vincenti è sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e ha preso il posto di Graziano Del Rio. E’ l’uomo inviato dal Governo a rappresentarlo nell’anniversario della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.

Una scelta giusta viste le sue competenze, una scelta che quantomeno genera qualche dubbio visto che il sottosegretario risulta nelle intercettazioni dei carabinieri del Noe (nucleo operativo ecologico) nell’ambito dell’inchiesta della procura di Savona sulla centrale Tirreno Power. E’ la centrale termoelettrica a carbone di Vado Ligure sulla quale c’è stato un fitto lavorio da parte di dirigenti del Ministero dell’Ambiente e dell’azienda per dribblare le perizie ordinate dalla procura che certificavano la relazione tra l’attività della centrale e la morte di 440 persone.

De Vincenti non è indagato ma le intercettazioni in cui parla con i manager di Tirreno Power per organizzare una riunione per mostrare uno studio dell’Istituto Superiore della Sanità che “invalidi” la perizia dei pm la dice lunga sull’interferenza che la politica può avere anche in casi come questo. De Vincenti, iscritto al Pd, e fino a pochi mesi fa sottosegretario allo sviluppo economico secondo i carabinieri del Noe avrebbe ipotizzato di chiedere al Csm, il consiglio superiore della magistratura, un’azione disciplinare contro il pm di Savona Francantonio Granero. Insomma una figura opaca che arriverà in una piazza e starà vicino a persone come i familiari delle vittime della strage del 2 agosto che allo Stato chiedono solo trasparenza.

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