Sda. Dietro ad un pacco postale centinaia di posti di lavoro a rischio

Bologna, 6 mag. – Si è aperto uno spiraglio nella trattativa sullo stabilimento Sda a Sala Bolognese, chiuso dal 27 aprile. Riaprirà con 300 lavoratori sugli attuali 520 (385 dei quali con contratto tempo indeterminato). Questo prevede l’accordo di massima a cui l’azienda di spedizione del gruppo Poste Italiane e i Si Cobas sono giunti dopo un incontro durato diverse ore ieri in Prefettura. Ora l’accordo deve essere approvato dall’assemblea dei lavoratori Si Cobas e, soprattutto, dalla cooperativa di subappalto che deve subentrare. Oggi è in corso un incontro a Roma e se da lì dovesse arrivare un segnale negativo i Si Cobas sono pronti a nuove mobilitazioni.

Secondo le prime indiscrezioni i trecento lavoratori saranno assunti entro il 15 giugno dalla coop subentrante e in attesa avranno la cassa integrazione a rotazione. Agli esuberi sarà concordata una “buonuscita” ancora da concordare, mentre i contratti in scadenza avranno la cassa integrazione e saranno inseriti in una lista per anzianità per future chiamate in caso di necessità dell’organico.

Queste sono solo le ultime notizie che arrivano dal magazzino bolognese di Sda e, come altre in Italia, rischia di subire i tagli in atto da Poste Italiane in tutta Italia. Non solo gli uffici postali, ma anche i magazzini, spesso gestiti in subappalto.
La chiusura di Sala Bolognese, secondo l’azienda, era stata provocata dalla stessa mobilitazione dei Si Cobas che dal 23 aprile hanno lanciato la mobilitazione a livello nazionale per chiedere garanzie del posto di lavoro, a seguito dell’annuncio da parte di Sda di una riorganizzazione dei magazzini. Scioperi e proteste si sono tenuti a Padova, Roma, Firenze, Brescia,Torino, Stezano e Torre Boldone (BG), Carpiano (MI), oltre che a Sala Bolognese.

Per il sindacato autonomo, che dichiara di avere all’interno di Sda 1200 iscritti a livello nazionale, la decisione di Sda non è stata altro che una “serrata” su pressione di Poste Italiane e legata alla ristrutturazione dei servizi postali.  A rendere la situazione ancora più difficile è stata la scadenza, il 30 aprile, del contratto di subappalto alle due cooperative che gestivano il magazzino (Orion e Log12). Al tavolo di martedì, hanno spiegato i Si Cobas, si era anche un’altra cooperativa Ucsa, già conosciuta dai lavoratori perché ha lavorato in quel magazzino in passato e che ha sulle spalle una serie di ricorsi, intentati dai Si Cobas, per contributi non pagati. La proposta dell’azienda, in quella sede, è stata di aprire con soli 120 dipendenti ed è stata rifiutata dai Si Cobas che hanno improvvisato un corteo da 200 persone dall Prefettura alla sede del sindacato in via Saffi. L’incontro di ieri invece pare aver sbloccato la situazione, almeno per ora.

 

 

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