Scuola. Contestata dagli insegnanti, Giannini lascia la festa dell’Unità di Bologna

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Foto agenzia Dire

Bologna, 24 apr. – Il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini è stata contestata alla Festa dell’Unità di Bologna da alcune decine di persone, studenti e insegnanti del Cobas scuola, che hanno interrotto il dibattito alla quale il ministro era invitata. Appena ha cominciato a parlare i contestatori hanno cominciato a battere cucchiai e forchette su pentole e padelle impendendole di fatto di parlare. Dopo 20 minuti di contestazioni è stato annullato il dibattito in programma. Nonostante i ripetuti appelli al dialogo i manifestanti non hanno interrotto la loro rumorosa protesta con pentole e posate ed il ministro se ne è andato.

Alla contestazione era presenta anche Antimo Santoro, insegnante e sindacalista dei Cobas. “Non sono entrato nel tendone, ho contestato Giannini a distanza”, dice l’insegnante per poi spiegare perché la Buona Scuola di Renzi non piace a lui e ai suoi colleghi.

Quando, poco dopo le 18.30, è cominciato il dibattito, gli organizzatori si sono resi conto che la platea dello spazio dibattiti della festa nazionale dell’unità di Bologna, dedicata al 70/o della Liberazione, era in larga parte composta da studenti e precari della scuola. Quando il ministro ha preso la parola sono cominciate le proteste con pentole e posate che hanno di fatto reso impossibili gli interventi del dibattito. Oltre al ministro Giannini ha lanciato appelli al dialogo anche la responsabile scuola del Pd Francesca Puglisi, ma ad ogni affermazione la protesta, alla quale nel frattempo si erano aggiunte altre persone, non faceva che aumentare di intensità, accompagnata anche da grida di contestazione all’indirizzo della Giannini. Questa situazione è andata avanti per circa 20 minuti fino a che il ministro Giannini ha lasciato la festa, visibilmente indispettita.

“Un insegnante ascolta e rispetta le idee di tutti. Impedire a altri di parlare è l’opposto di ciò che deve fare un educatore#labuonascuola”. Così il premier Matteo Renzi difende su Twitter il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini contestata alla festa dell’Unità a Bologna.

“Noi con il mondo della scuola abbiamo parlato, questo non è il mondo della scuola”. Lo ha detto il ministro dell’istruzione Silvia Giannini, durante la contestazione alla festa dell’Unità in corso a Bologna. Il fatto che non ci sia stato dialogo “è un falso storico”. Poi mentre lasciava l’incontro ha ribadito: “ho ascoltato. Io ho una certa cultura del rispetto”.

“Quelli che hanno impedito a @SteGiannini e @PuglisiPD di parlare non erano insegnanti. In Italia si insegna il rispetto e la democrazia”. Così, su twitter, il sottosegretario all’istruzione, Davide Faraone, in merito alle contestazioni durante la Festa dell’Unità di Bologna. I contestatori hanno impedito lo svolgimento del dibattito sulla ‘Buona Scuola’, al quale partecipavano il Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, e la responsabile Scuola del Pd, Francesca Puglisi.

“E’ stato un agguato in piena regola, organizzato in modo perfetto”. Così la senatrice Francesca Puglisi, responsabile scuola Pd, commenta all’agenzia Dire la contestazione. “Siamo arrivati in una sala gremita di persone molto tranquille, dopodiché erano talmente bene organizzate che appena il ministro ha aperto bocca è stato impossibile continuare a parlare perché si sono alzate in piedi a urlare. Era una protesta prevista fin da ieri, è stato impossibile continuare a parlare”.

Puglisi, democratica che da anni si occupa di scuola per il suo partito, ha difeso la riforma della Buona Scuola (“entro metà giugno sarà approvata”) e ha attaccato i sindacati. “Non fanno l’interesse della scuola”, dice la senatrice.

Presenti alla contestazione anche gli studenti di Link Bologna. “Abbiamo contestato l’intervento della Giannini – spiega Irene Ricciuti, portavoce di Link Bologna – perché riteniamo gravissimi i provvedimenti che il governo si appresta a varare su scuola e università. Nel Documento Economia e Finanza c’è scritto chiaro e tondo che la spesa per l’istruzione diminuirà ancora, che saranno tagliati 498 milioni per l’edilizia scolastica, che i finanziamenti alla scuola privata restano”.

 

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