Scuola. “Non vedo perché qualche docente non si possa spostare, come i carabinieri”

stefano versari

Bologna, 9 set. – “Capisco il disagio, però non esiste impresa né pubblica né privata in cui non sia previsto il trasferimento“. Così il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Stefano Versari commenta le proteste degli insegnanti per l’effetto di dispersione sul territorio nazionale del piano assunzioni. “In un mondo in crisi come questo l’opportunità lavorativa è una manna“, prosegue il numero uno dell’Usr a margine della conferenza stampa in cui ha fornito i numeri con cui riaprirà la scuola in Emilia-Romagna. Poi offre un paragone: “Abbiamo gli appuntati che vanno in tutte le parti del paese, non vedo perché non vi possa essere anche qualche docente che si possa spostare”.

Il 15 settembre in regione la scuola avrà inizio per circa 600 mila studenti, senza contare gli 80 mila delle paritarie. Sono aumentati dell’1% rispetto all’anno scorso e Versari è sicuro che l’incremento sarà coperto, anche grazie all’immissione in ruolo di 7.800 docenti – “tre volte in più dello scorso anno”, sottolinea – e di 13 mila unità di personale ATA.
Sono “in costante aumento” gli alunni senza cittadinanza italiana, arrivati a quota 87 mila solo a giugno. Alcune centinaia arriveranno con l’ondata di profughi in corso e altrettanti con i ricongiungimenti familiari, prevede il dirigente di via de’ Castagnoli, che rassicura: “Nessun allarme sul loro inserimento nelle classi, neppure in quelle dove il numero di alunni non italiani supera il tetto del 30% previsto per legge”, assicura Versari, anche perché “vengono conteggiati anche quelli di seconda generazione”, quindi nati e cresciuti in Italia. Per il nuovo anno scolastico sono state autorizzate 2.595 classi in deroga, ovvero con una quota di studenti stranieri superiore al 30%. “Non si può fare diversamente”, spiega Versari, precisando che nel fare le classi “si tiene conto della conoscenza dell’italiano”.

Nelle scuole superiori si conferma la preferenza per l’istruzione tecnica e professionale (oltre il 57%), sottolinea Versari, che commentando i dati Istat sulla crescita della popolazione di zero anni in Emilia-Romagna prevede: “Per i prossimi anni c’è da aspettarsi un calo della popolazione scolastica

La scuola dell’Emilia-Romagna è pronta a partire, con un più docenti e personale tecnico-amministrativo in grado di coprire l’aumento degli studenti. Chi manca sono i presidi: 174 scuole resteranno quest’anno senza dirigenti e saranno ”coperte” da reggenti. L’Ufficio scolastico regionale proverà a metterci una pezza, dando 27 incarichi dirigenziali ai candidati risultati idonei al concorso del 2011 e autorizzando esoneri e semi-esoneri per i vicari. Per le altre scuole, bisognerà attendere. “Il concorso è esaurito”, allarga le braccia Stefano Versari, numero uno dell’Usr Emilia-Romagna, questa mattina in conferenza stampa.

In totale, al timone delle 545 scuole in regione siederanno 371 presidi. Le province maggiormente scoperte sono Modena e Ravenna (a Bologna le reggenze sono 31). Problema dei dirigenti a parte, la scuola dell’Emilia-Romagna si avvicina alla prima campanella dell’anno in un “clima sereno- assicura Versari- con investimenti significativi”. A livello nazionale sono “raddoppiate le risorse per i fondi d’istituto” e da poco è stato pubblicato “un nuovo bando da 45 milioni per i laboratori”. Secondo il direttore dell’Usr, quindi, “al di là delle valutazioni personali, oggettivamente la legge 107 (la cosiddetta ”Buona Scuola”, ndr) segna una quantità enorme di risorse per il mondo della scuola, sia in termini di organici sia in termini di risorse per il funzionamento”. Nel complesso, i docenti sono 48.399 (di cui 5.892 di sostegno, destinati comunque ad aumentare in corso d”anno) e 13.864 gli Ata, “circa un migliaio in piu” rispetto all”organico di diritto”. Le immissioni in ruolo grazie alla Buona Scuola, al termine della fase ”C”, saranno in totale 7.881, “tre volte di piu” rispetto allo scorso anno”.

In aumento anche gli studenti in Emilia-Romagna: quasi 545.000 alunni, l”1% in piu” rispetto all”anno scorso (5.000 in piu” in termini assoluti), a cui vanno aggiunti i circa 80.000 studenti delle scuole paritarie. Un trend che pero” e” destinato a cambiare. “Dai dati Istat si vede che i bambini di zero anni in Emilia-Romagna sono in calo- cita Versari- quindi c”e” da aspettarsi per i prossimi anni un calo, per la prima volta, della popolazione studentesca”. A conti fatti, sottolinea comunque Versari, per quest”anno “l”incremento della popolazione studentesca e” inferiore all”incremento del personale”. Alle superiori, si conferma il trend che vede la maggior parte delle iscrizioni alle scuole tecniche e professionali (circa il 57%). “Ed e” una scelta intelligente- commenta il direttore dell”Usr- non perche” la scelta liceale non sia positiva, ma perche” risponde al tessuto produttivo di questa regione, molto orientato all”industria. Quindi e” una scelta che va incoraggiata”. Da segnalare, tra le altre cose, la prima maturita” quest”anno per i licei musicali.
Insomma, secondo Versari “ci sono le condizioni per dare il via alle lezioni in un clima sereno e costruttivo”, ribadisce Versari, che non nasconde il “periodo estivo ”caldo” e a tratti convulso” legato all”approvazione della riforma della scuola e alle assunioni. “Ora l”attenzione deve orientarsi ai ragazzi, destinatari di questo nostro lavoro, e alle loro famiglie- si raccomanda il provveditore- la prima educazione alla convivenza civile e alla legalita” non si realizza con le esortazioni e con lezioni di buone maniere ma con gli esempi concreti di noi adulti. Confido che il nuovo anno scolastico possa essere occasione perche” il pianeta-scuola divenga sempre piu” luogo di educazione critica, confronti costruttivi e relazioni positive” (Dire).

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