Scontro renziano. Merola contro Nardella: “Si dimetta”

Bologna 8 apr.- I tagli alle città metropolitane, rivisti recentemente, innescano un duro scontro tra sindaci renziani, il sindaco di Bologna Virginio Merola e quello di Firenze, il renzianissimo Dario Nardella. Quest’ultimo infatti, intervendendo alla trasmissione di Giovanni Minoli su Radio24 Mix24, ha detto: “Non ho nulla contro gli amici bolognesi, ma e’ comprensibile che la Citta’ metropolitana di Bologna abbia il 5% dei tagli e quella di Firenze il 23%?” Percentuali ballerine il cui peso specifico e’ stabilito sulla base “di criteri tecnici, non politici”. L’affermazione ha fatto infuriare Merola che, sollecitato dai cronisti, si è spinto a chiedere le sue dimissioni: “I criteri di ripartizione dei tagli sono stati concordati in Conferenza Stato-Regioni. Nardella è coordinatore, per l’Anci, delle città metropolitane: non si è mai visto un coordinatore che invece di rappresentare tutti attacca altre città. Quindi, o Nardella si è sbagliato oppure semplicemente non mi rappresenta più ed è bene che si dimetta”.

“Non ho attaccato nessuno e meno che mai voglio fare polemica con i sindaci di altre città” è stata la risposta di Nardella nel pomeriggio. “Nelle mie dichiarazioni di stamani ho semplicemente ricordato dei numeri e i numeri sono numeri. L’incontro convocato dall’Anci per domani a Roma – continua Nardella – è molto importante. Sono certo che sarà trovata una soluzione più equilibrata per la ripartizione dei sacrifici rispetto a quella emersa finora, e non potrà prescindere dalla meritocrazia cioè da chi ha saputo tenere i bilanci in ordine fino ad ora”.

Nardella aveva affermato nell’intervista radiofonica che la sua non è una critica a Matteo Renzi.”Lo voglio dire molto chiaramente: assolutamente no. Io prendo le distanze da una polemica sterile e controproducente, proprio in un momento in cui l’Italia sta uscendo dalle secche”. “Ieri- ha continuato – ho ascoltato Renzi sul Def e sono d’accordo sul fatto che ciascuno debba fare la sua parte: tutti devono fare sacrifici”. Il “punto”, spiega, “non e’ la decisione di tagliare i trasferimenti agli enti locali”, ma “la ripartizione dei sacrifici”.

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