Crisi Selcom. I lavoratori in corteo sperando nel salvataggio

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Bologna,14 set – Un corteo di protesta, tre ore di sciopero e oltre 200 lavoratori della Selcom (su un totale di 360) in strada con i sindacati. Questo, in breve, quello che è successo stamattina a Castel Maggiore, dove ha sede l’azienda di elettronica che in Italia conta altre due sedi per un totale di 770 lavoratori assunti.

In ballo c’è il futuro di tutti, compresi i 360 posti di lavoro bolognesi. In giornata i revisori dei conti si pronunceranno sui bilanci dell’azienda, sui quali grava un debito di oltre 130 milioni di euro e se non dovessero esserci soluzioni, ovvero proposte di salvataggio, potrebbe arrivare la notizia più nera, quella del fallimento. Una notizia, quella del debito, che i lavoratori hanno appreso i primi giorni di settembre.

Non è ancora detta l’ultima parola e venerdì 16 dovrebbe esserci il tavolo a Roma con il ministero dello Sviluppo economico, ma ai sindacati non è ancora arrivata la convocazione ufficiale. Secondo Marco Colli della Fiom questo potrebbe essere letto come un segnale positivo, perché potrebbe significare che si sta profilando una soluzione. Oppure un segnale negativo. Tutto rientra nelle possibilità, almeno fino a oggi.

Sui volti dei lavoratori in corteo verso il Municipio di Castel Maggiore, dove ad attenderli c’era la sindaca Belinda Gottardi, tanta preoccupazione per un futuro incerto. Già da questo mese lo stipendio arriva in due tranche e qualcuno di loro, dietro al camice bianco con la scritta Selcom a sinistra, non ce la fa neanche a parlare quando immagina di non aver più un lavoro.

Michela, Manuela e Valeria, tre lavoratrici Selcom, ci hanno raccontato come stanno vivendo questi momenti e come, dalla parte dei lavoratori, si è recepito questo improvviso crack.

 

Davanti al palazzo del Municipio di Castel Maggiore ad attendere il corteo degli addetti Selcom, Fiom, Cgil, Fim e Rsu c’era la sindaca Belinda Gottardi, che ha espresso la solidarietà delle Istituzioni e nello stesso tempo ha ammesso i limiti delle stesse nel risolvere praticamente la vicenda. “Più che tenere alta l’attenzione e sollecitare banche e imprese a fare qualcosa non possiamo fare. L’impegno è massimo – ha detto – ma non voglio vendervi fumo promettendovi che tutto si risolverà per il meglio”.


Della stessa idea il delegato Rsu Fiom Simone Gruppioni secondo il quale sarebbe un vero peccato perdere così tante competenze. La Selcom è un’azienda che compete con i suoi omologhi sul mercato internazionale, presente anche in Tunisia e Cina.

 

Antonella Scarcella @antoscarc

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