Sciopero al Teatro comunale. “Pronti a far saltare la prima delle Nozze di Figaro”

inaugurazione della stagione lirica del teatro comunaleBologna, 17 mag. – Per protestare contro l’annunciata messa in mobilità di 30 dipendenti del Teatro comunale di Bologna (e il trasferimento degli addetti in biblioteche, sovrintendenze e archivi sotto il controllo della società ministeriale Ales), arriva uno sciopero che mette a rischio la prima de “Le nozze di Figaro” in programma il 26 maggio. Lo ha deciso oggi l’assemblea dei lavoratori convocata da Cgil-Cisl-Uil. E si tratta, a quanto si apprende, di un “primo sciopero”. Dunque, altri potrebbero seguire se permanesse la chiusura sui licenziamenti. I sindacati hanno detto nei giorni scorsi di essere disponibili a discutere ma senza la spada di Damocle della procedura di mobilità e chiedono che si dia garanzia di risorse certe da Roma (il Fus, Fondo unico per lo spettacolo) per i prossiumi anni per evitare che, in caso di una loro ennesima riduzione, ci si ritrovi a dover ancora agire sull’organico.

Abbiamo sentito Antonio Rossa della Slc-Cgil poco dopo la fine dell’assemblea dei lavoratori.

Il sindacato Fials-Cisal, che rappresenta la maggioranza dei lavoratori del Teatro tra gli orchestrali e il coro, non ci sta e ribatte: “Nessuno è in grado di sapere oggi se lo spettacolo del 26 si terrà o meno, magari lo annullerà preventivamente la direzione rimborsando i biglietti. Di certo, questi scioperi annunciati non fanno altro che danneggiare gli stessi lavoratori e il pubblico del comunale”, evidenzia il delegato Giulio Ciofini, dopo un’assemblea separata della sua sigla oggi.

Spiega la Fials: “Non cerchiamo lo scontro con le altre sigle, ma per noi è prematuro aprire una mobilitazione del genere oggi. Il primo confronto sulla procedura di mobilità avviata dalla direzione è fissato il 19, dalle 9.30. Noi andremo al confronto con proposte e soluzioni, piuttosto che abbracciare questa pantomima – punge Ciofini- che danneggia pubblico e lavoratori, che perdono così altri soldi”. Ci sono 45 giorni di tempo per discutere, a partire dalla raccomandata della direzione sulla mobilità, e dunque secondo il sindacato autonomo la trattativa può anche conoscere sviluppi: “Se tra 20 giorni saremo fermi vedremo, non è escluso che avvieremo iniziative. Ma questi scioperi sono preventivi…”.

 

Domani mercoledì 18 maggio parleremo di Teatro Comunale e di cultura con l’ass Davide Conte (lista Città Comune con Amelia), Alberto Ronchi (Coalizione civica), Marzia Zambelli (Forza Italia), Rosetta Sannelli (Insieme Bologna), Alessandra Carbonaro (M5s). Il dibattito dalle 8.40 sulle frequenze di Radio Città del Capo e in streaming sul nostro sito www.radiocittadelcapo.it

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