Sciopero a oltranza alla Mazal. I lavoratori: “Intervenga il Comune”

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Bologna, 01 Dic. – Senza stipendio da due mesi e con la certezza di non riceverlo nemmeno a dicembre, tredicesima inclusa. Questa la condizione di dieci lavoratori della Mazal Global Solution in AS dell’agenzia di Bologna che svolgono in concessione per il Comune il servizio di accertamento e riscossione dei “tributi minori” e che, dal 25 novembre, sono in sciopero ad oltranza. A denunciare la situazione con una lettera indirizzata al Consiglio Comunale è la Filcams-Cgil.

L’azienda è in amministrazione straordinaria e non garantisce il pagamento delle retribuzioni. Sulla Mazal sono aperte varie inchieste giudiziare, di cui l’ultima ha portato all’arresto dei vertici aziendali con l’accusa di frode finanziaria e bancarotta fraudolenta. A marzo 2016 l’azienda è stata sottoposta a sequestro giudiziario e a maggio è arrivata la dichiarazione d’insolvenza e l’amministrazione straordinaria. Nonostante ciò, Mazal continua ad avere problemi, in particolare un enorme debito nei confronti dei Comuni che impedisce il pagamento delle retribuzioni ai lavoratori.

L’accertamento e la riscossione dei “tributi minori” per l’amministrazione è gestita da Mazal in raggruppamento temporaneo d’impresa con la ICA srl. Alcuni mesi fa il Comune di Bologna aveva annunciato la cessione della quota di concessione dell’azienda insolvente alla ICA srl. In occasione di un incontro che si è svolto il 24 novembre presso il Ministero dello Sviluppo Economico, però, tale ipotesi è stata definitivamente esclusa. “Tale soluzione avrebbe permesso il passaggio dei lavoratori da Mazal ad ICA srl – spiega la Filcams nella lettera – con la garanzia degli stipendi e del mantenimento del posto di lavoro”.

Ora la Filcams chiede al Comune di intervenire come stazione appaltante garantendo la retribuzione dei lavoratori scalandole dal compenso che dà all’azienda, come previsto dal nuovo codice degli appalti entrato in vigore l’anno scorso. “Al danno per i lavoratori, si aggiunge quello al Comune, visto che è più di un anno che, per lo stato di agitazione, non vengono effettuati alcuni accertamenti che fanno perdere notevoli somme a Palazzo D’Accursio” spiega Stefano Biosa di Filcams.

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