Sblocca Italia o Rottama Italia?

Il famoso decreto Sblocca Italia, quello che secondo il Governo dovrebbe portare alla ripartenza dei cantieri, è un bene o un male per il Paese, soprattutto dal punto di vista ambientale? E’ questa la domanda che ci siamo posti durante KmZero.

Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente, parlamentare Pd e presidente della commissione Ambiente della Camera, è convinto che, tutto sommato, il decreto vada nel solco di incentivare le energie rinnovabili e di far ripartire solo i cantieri davvero necessari. Sulla Orte-Venezia, per esempio, Realacci dice di pensarla come il presidente dei costruttori: “Non si farà”. Nonostante il progetto sia tutt’ora inserito tra i desiderata del Governo.

Vincenzo Balzani, chimico dell’Università di Bologna, è invece molto preoccupato dal fatto nello Sblocca Italia sia prevista la possibilità di riattivare le trivelle in Adriatico. “Dobbiamo puntare sul risparmio energetico e sulle fonti rinnovabili” dice Balzani che insieme a decine di colleghi ha lanciato un appello “Energia per l’Italia” sottoscritto in rete da migliaia di persone. “Se coprissimo tutti i capannoni con impianti fotovoltaici avremmo tutta l’energia elettrica che ci serve” dice Balzani.

Luca Martinelli, giornalista di Altreconomia, è convinto che lo Sblocca Italia sia un pericolo per il Paese. E’ per questo che la rivista di Economia  ha lanciato un e-book, scaricabile gratuitamente sul sito della rivista, dal titolo Rottama Italia, che raccoglie interventi e riflessioni di varie personalità: da Salvatore Settis a Massimo Bray, da Antonello Caporale a Carlo Petrini a Sergio Staino a Vincino. In primis, per Altreconomia, lo Sblocca Italia è un decreto “omnibus” che rischia di togliere i freni alla cementificazione del paese. E’ per questo che, in caso di approvazione, prevista per la metà di novembre. non è escluso che Altreconomia insieme ad altre realtà possa proporre un referendum per abrogare i passaggi più discussi del decreto.

All’interno di KmZero abbiamo anche celebrato i vent’anni del primo Gruppo di Acquisto Solidale, nato a Fidenza nel 1994. Mauro Serventi è uno dei fondatori e ci ha raccontato l’organizzazione e lo spirito che stanno alla base del gas. Marco Gallicani, esperto di finanza etica ed economia solidale, ha invece ragionato sul fatto che i Gas sono a tutti gli effetti un sistema economico (che secondo un inchiesta di Repubblica ha un fatturato annuo di circa 90 milioni di euro), pur basandosi sul volontariato.

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